"Piacenza ha a cuore il carcere delle Novate": donate attrezzature per palestre
Redazione Online
|3 anni fa

Natale è sinonimo di rinascita, di condivisione e il gesto che ha avuto come protagonisti cittadini, imprenditori e associazioni di volontariato del nostro territorio nei confronti dei detenuti della casa circondariale di Piacenza rappresenta al meglio i buoni propositi che impreziosiscono il clima di festa. Questa mattina Walter Bulla e Bruno Giglio insieme a Enrico Rizzo e Maria Rosa Salamina, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione “Oltre il muro” hanno consegnato quindici attrezzature per le palestre maschili e femminili del carcere delle Novate.
“Parliamo di Natale, parliamo del grande cuore dei nostri cittadini – le parole di Maria Gabriella Lusi, direttore del carcere -, chi lavora nel nostro contesto continua a dire che il carcere ha bisogno del suo territorio ed è vero: questa donazione è un esempio bellissimo, l’esempio di una cittadinanza che non dimentica chi esegue la pena e chi lavora dove la pena viene eseguita”. Alla donazione dei macchinari hanno contribuito, oltre a Bulla e Giglio, l’istituto Maugeri di Pavia, l’associazione “Fratello mio”, l’associazione “Cuore generoso”, il negozio “Frutti del grano”, l’azienda “Mulino Ercoli”, la società “metronotte città di Piacenza” e diversi cittadini e volontari dell’associazione “Oltre il muro”.
“La sinergia tra associazioni, imprenditori e cittadini è molto importante – sottolinea il direttore della casa circondariale -, il carcere deve lavorare e cooperare con il suo territorio proprio per sviluppare una sensibilità sociale completa, volta ad assicurare percorsi di cambiamento e miglioramento”. “La palestra – continua Lusi – rappresenta il benessere psicofisico, perchè lo sport è un elemento imprescindibile del trattamento penitenziario”. “Sono stato fortunato nella vita e quindi voglio avvicinarmi a chi è stato meno fortunato di me” le parole di Giglio; del suo stesso avviso Walter Bulla: “C’è grande collaborazione con la direzione e cerchiamo di metterci sempre a disposizione attraverso iniziative che migliorino le condizioni dei detenuti”.
L’inaugurazione delle nuove attrezzature è stata anche l’occasione per far luce sulle grandi problematiche che affliggono, in chiave generale, le carceri italiane, dai casi di suicidio al sovraffollamento: “Per quanto riguarda i suicidi è un fenomeno triste che possiamo combattere riuscendo a prevenire l’evento critico interagendo a livello multi professionale – spiega il direttore Lusi -, dobbiamo accorgerci per tempo della sintomatologia fermo restando che la responsabilità delle vite delle persone è nelle nostre mani e situazioni di questo tipo sono sconfitte per gli addetti a lavoro”. Sul sovraffollamento Lusi ha sottolineato che alle Novate non c’è questo tipo di problematica: “il nostro istituto non è sovraffollato e non abbiamo difficoltà di spazio”.
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