Gestione Vittorio Emanuele, le cooperative pronte a un'azione legale
Redazione Online
|10 anni fa

“Quello che sta facendo la giunta è un passaggio politico molto difficile da comprendere, che va a interrompere l’integrazione tra pubblico e privato”. Così Fabrizio Ramacci di Coopselios ha commentato la decisione del Comune di non concedere alla cordata Coopselios-Aurora Domus l’accreditamento definitivo per la gestione di 108 posti letto per anziani non autosufficienti all’ospizio “Vittorio Emanuele”.
Questi 108 posti dal 1° di giugno torneranno nelle mani della gestione pubblica dell’Asp “Città di Piacenza”, che già ne gestisce altrettanti nella struttura. Motivazioni economiche, quelle espresse da Palazzo Mercanti: secondo il sindaco Paolo Dosi, con tutti i 216 posti anziani in mano alla Asp, si risparmieranno 300mila euro all’anno.
Guido Saccardi, presidente di Coopselios, parla invece di scelta incomprensibile: “Abbiamo investito soldi, impegno, formazione e dopo cinque mesi ci viene detto che è tutto da rifare. Abbiamo assunto il personale con contratti a tempo indeterminato. La gestione pubblica potrebbe mettere a rischio anche questi posti di lavoro. Il danno sociale che questo può provocare è sicuramente molto più pesante dei risarcimenti economici. È una mossa senza precedenti quella del Comune di Piacenza, che sconfessa un iter di programmazione territoriale. Per di più abbiamo saputo della mancata concessione dai giornali e non ne avevamo avvisaglia perché il report sulla nostra attività è positivo. Riteniamo di essere nel giusto e siamo pronti a difendere nelle sedi legali opportune il diritto di fare i cooperatori sociali”.
Secondo Ramacci dal 2010 al 2014 l’Asp avrebbe perso 5 milioni e 800mila euro. “Al contrario – ha affermato – Coopselios è una cooperativa che dà lavoro a 3mila persone, con un basso livello di turnover e con un giro d’affari pari a oltre 111 milioni nel 2014”. I dirigenti delle cooperative hanno incontrato la stampa nella sede di Legacoop.
“Abbiamo fatto tutti i dovuti approfondimenti sulla questione” replica a Telelibertà il sindaco Paolo Dosi. “Non ci sembra – ha dichiarato il primo cittadino – che concorrano condizioni così gravi. Se le cooperative avranno argomentazioni di tipo giuridico, le valuteremo e risponderemo sullo stesso registro”.

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