Al cippo della via Emilia |in memoria dei partigiani |di "Giustizia e Libertà"
Redazione Online
|2 anni fa

Arrivavano da Foggia, da Monza, da Stradella, da Bologna. I più vicini da Zavatterello e da Sarmato. Oggi, nei pressi di Villa Borghesa, al margine di quel tratto trafficato della via Emilia Pavese che congiunge San Nicolò e Rottofreno, c’è un cippo che ricorda i nomi di Emilio Acerbi, Dino Diaferia, Alcide Ferro, Agostino Mazzocchi, Dante Nani, Osvaldo Scarani e Angelo Valpi. Erano tutti partigiani della prima brigata Giustizia e Libertà agli ordini del comandante Antonio Piacenza rimasti uccisi nello scontro con i soldati tedeschi il 16 ottobre 1944. Proprio lì davanti, un folto gruppo di persone si è ritrovato per ricordare questi caduti a distanza di quasi ottant’anni dalla scomparsa: presenti anche i sindaci Paola Galvani di Rottofreno e Filippo Zangrandi di Calendasco, oltre al partigiano Ugo Magnaschi e al coordinatore dell’Anpi Valtidone Paolo Brega.
“Questa celebrazione ha da sempre un carattere interprovinciale – spiega Brega – è una celebrazione a cui tutti teniamo molto e per la quale ringraziamo gli alpini e le rappresentanze delle Anpi che qui ricordano i loro caduti”.
A fare l’allocuzione ufficiale invece è stata la vicepresidente provinciale dell’Anpi di Pavia Samantha Bisio: “Quando si parla di Resistenza si tende a pensare solo ai partigiani di montagna, ma in realtà tanto furono gli scontri che si svolsero anche in pianura – spiega – lo scontro della Borghesa fu molto importante per le brigate di Giustizia e Libertà”.
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