«Macché chiusura del Botanic, i maranza stanno in altre zone»
Mario Mistraletti, gestore dell’ex People: «Utile un servizio d’ordine». «I giovani sono cambiati: arrivano dopo le 24, un tempo alle 21»

Patrizia Soffientini
|4 mesi fa

Il portone d'ingresso, a sinistra del Botanic (ex-People)
C’è chi si sente un po’ accerchiato per la vicenda di via Chiapponi. Le auto sfregiate, il disordine, sedie spostate, zuffe, baccano. E la domenica mattina ecco lo scenario non proprio piacevole di una movida che di notte, dopo aver ballato, sfoga l’energia residua per la strada e per lo più una energia distruttiva dicono commercianti e residenti.
La discoteca Botanic, ex People, è additata come la fonte dei disagi. Ma sarebbe più corretto parlare di chi la frequenta, del grado di educazione civica di cui dispone, della maturità che ha raggiunto o che è lontano dal raggiungere. Perché se dentro non succede niente di riprovevole, fuori ci si può anche scatenare.
Mario Mistraletti ha gestito negli Anni ‘70 e ‘80 il People Club nei locali che oggi ospitano il Botanic. Mistraletti ha anche gestito per un altro ventennio l’Avila, e rivestito ruoli rappresentativi nel mondo delle discoteche piacentine.

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