Pipe per fumare il crack, anche l'Ausl di Piacenza le fornisce
Finora nel 2025 ne sono state consegnate sei. Elena Uber (SerDP): «Attività di prevenzione per evitare diffusione di malattie infettive»
Redazione
|9 ore fa

La sede Ausl di piazzale Milano
Anche l’Ausl di Piacenza ha distribuito e distribuisce dispositivi come pipe sterili, kit per il consumo sicuro e siringhe monouso nell’ambito degli interventi rivolti a persone tossicodipendenze.
In questi giorni si è acceso un dibattito sulla distribuzione gratuita di questi sussidi con interventi che da una parte sottolineano come questo comportamento abbia il fine di mitigare gli effetti collaterali dell’assunzione di stupefacenti e dall’altra vi sono pareri secondo cui ne favorirebbero il consumo. A Piacenza tali azioni sono gestite dal Servizio dipendenze patologiche (SerDP) dell’Ausl, attraverso la convenzione con l’ente (cooperativa Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia) che attraverso la Unità di Strada da anni fornisce interventi di informazione, aggancio e supporto alla popolazione dei consumatori nella prospettiva di ridurre i rischi sanitari legati all’utilizzo di dispositivi condivisi.
«Questi dispositivi – dai filtri sterili per lo sniffo alle pipette per il crack fino alle siringhe sterili – non sono iniziative estemporanee, ma strumenti indicati dall’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA), che fornisce le linee guida prodotte dall’Unione Europea » sottolinea Elena Uber, direttore del SerDP dell’Ausl di Piacenza.
«L’attività dei nostri servizi si muove su più fronti: da un lato la prevenzione primaria, che portiamo avanti nelle scuole e nei luoghi di comunità per informare sui rischi legati al consumo di sostanze; dall’altro gli interventi di prossimità, che si rivolgono a chi consuma e non è in grado o non è intenzionato a smettere, offrendo strumenti che evitano danni più gravi, come la diffusione di malattie infettive quali l’epatite. È lo stesso approccio che negli anni passati ha guidato la distribuzione di siringhe sterili per contrastare l’HIV; oggi, però, con l’aumento del consumo di crack, i rischi maggiori non riguardano più le iniezioni ma le inalazioni, ed è per questo che la prevenzione si concentra anche su dispositivi come le pipe sterili». A Piacenza, nel corso del 2025, sono state distribuite finora sei pipe per il crack: la consegna avviene esclusivamente a persone già conosciute e seguite dall’Unità di strada, nell’ambito di un percorso di relazione e fiducia. «La strategia della riduzione del danno, prevista dai livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale e inserita nella programmazione regionale - sottolinea l’Ausl - rappresenta un pilastro delle politiche pubbliche sulle dipendenze, insieme a prevenzione, cura e riabilitazione».