Aumento ticket: «Mille euro al mese, non ce la faremo»
La denuncia di una coppia dopo la riforma per farmaci di fascia C: lui ha 62 anni ed è disoccupato, lei ha 45 anni ed è invalida al 100%
Thomas Trenchi
|10 mesi fa

«Guardi, il nostro Isee è questo: 1.036 euro all’anno. Come facciamo?». Non hanno risposta. Lui ha 62 anni ed è disoccupato, lei ha 45 anni ed è invalida al 100%, in sedia a rotelle. La coppia di Piacenza denuncia «le difficoltà economiche causate dalla recente riforma sanitaria della Regione Emilia-Romagna», che introduce un ticket di 2,20 euro per i farmaci di fascia C.
«Fino ad oggi mia moglie poteva usufruire dell’esenzione per i farmaci di fascia C grazie alla distribuzione diretta in farmacia ospedaliera», racconta l’uomo. «Ma con la nuova riforma, questo servizio non ci sarà più. Dovremo sostenere spese aggiuntive, fino a mille euro al mese». La coppia vive in una casa popolare e lui assiste la moglie in tutto, dalla fisioterapia alla gestione della casa. «Non so come faremo».
La lista dei farmaci necessari per la donna è lunga e varia, includendo colliri per la secchezza oculare, benzodiazepine, paracetamolo, pomate cortisoniche, antinfiammatori e altro. «Oggi spendiamo già due o trecento euro al mese. Con il nuovo ticket, la situazione sarà insostenibile», spiega il marito.
La donna, in cura al San Matteo, ha subito un ictus e vive con epilessia, nefrite, lupus e sindrome di Raynaud. «La mia vita è cambiata completamente», dice. La sua pensione di invalidità con l’accompagnamento è di 1300 euro al mese. «Abbiamo bisogno di mangiare, pagare le bollette, vestirci e vivere minimamente», afferma il marito, preoccupato per il futuro. La coppia ha già contattato i servizi sociali e la direzione sanitaria. «Così la situazione è davvero difficile«, concludono.
«Fino ad oggi mia moglie poteva usufruire dell’esenzione per i farmaci di fascia C grazie alla distribuzione diretta in farmacia ospedaliera», racconta l’uomo. «Ma con la nuova riforma, questo servizio non ci sarà più. Dovremo sostenere spese aggiuntive, fino a mille euro al mese». La coppia vive in una casa popolare e lui assiste la moglie in tutto, dalla fisioterapia alla gestione della casa. «Non so come faremo».
La lista dei farmaci necessari per la donna è lunga e varia, includendo colliri per la secchezza oculare, benzodiazepine, paracetamolo, pomate cortisoniche, antinfiammatori e altro. «Oggi spendiamo già due o trecento euro al mese. Con il nuovo ticket, la situazione sarà insostenibile», spiega il marito.
La donna, in cura al San Matteo, ha subito un ictus e vive con epilessia, nefrite, lupus e sindrome di Raynaud. «La mia vita è cambiata completamente», dice. La sua pensione di invalidità con l’accompagnamento è di 1300 euro al mese. «Abbiamo bisogno di mangiare, pagare le bollette, vestirci e vivere minimamente», afferma il marito, preoccupato per il futuro. La coppia ha già contattato i servizi sociali e la direzione sanitaria. «Così la situazione è davvero difficile«, concludono.
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