Tre tentate truffe, ma le vittime non ci cascano
L’azione dei carabinieri piacentini ha contribuito a bloccare gli imbrogli telefonici
Redazione Online
|2 mesi fa

Tre episodi di tentata truffa sono stati registrati nel pomeriggio del 9 gennaio in alcune località dei comuni di Rivergaro e Agazzano, ma grazie alla prontezza delle vittime e all’intervento dei carabinieri, che hanno dato consigli alle persone potenziali vittime degli imbrogli, i reati non sono andati a buon fine. I malintenzionati, utilizzando vari stratagemmi, si sono spacciati per familiari in difficoltà o per impiegati bancari, cercando di ottenere dati sensibili e denaro.
Il primo episodio si è verificato a Rivergaro, intorno alle 16.30, dove un anziano ha ricevuto una telefonata da una donna che si è finta sua nipote, affermando di trovarsi in ospedale e in gravi difficoltà. Nonostante la pressione della chiamante, l’uomo ha immediatamente intuito il tentativo di truffa, rifiutando di fornire informazioni e minacciando di contattare i carabinieri. Alla fine, la truffatrice ha chiuso la conversazione, ma l’anziano ha denunciato l’accaduto, recandosi presso la Stazione Carabinieri di Rivergaro.
Dopo circa un’ora, questa volta una donna anziana che risiede a Rivergaro è stata contattata sul suo cellulare mentre era a San Donato Milanese da un uomo che si è presentato come un impiegato di banca, cercando di convincerla ad autorizzare un pagamento sospetto. Dopo aver inizialmente ceduto, fornendo il proprio codice fiscale e il codice identificativo del pagamento, la donna ha poi avuto dei dubbi e ha immediatamente chiamato l'istituto di credito. Grazie alla sua pronta reazione, l’operazione fraudolenta è stata bloccata. La signora è stata quindi invitata a formalizzare la denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Rivergaro, che hanno già avviato le indagini.
Infine, alle 18.30 circa, ad Agazzano, un'altra donna anziana è stata contattata da un truffatore, che anch'egli si è spacciato per un impiegato di banca, chiedendo l’autorizzazione per un pagamento elevato sul suo conto corrente. Nonostante la pressione iniziale, la donna ha mantenuto il controllo e non ha autorizzato alcuna operazione. Successivamente, è stata chiamata nuovamente dallo stesso personaggio - il cellulare mostrava il suo numero di telefono - con insulti e minacce. La vittima, ancora una volta, si è rivolta ai carabinieri, i quali hanno avviato subito una verifica più approfondita.
La tempestività con cui le vittime hanno riconosciuto il tentativo di truffa e il loro intervento nell’avvisare prontamente i militari hanno impedito che le truffe andassero a segno.
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