Nel Piacentino 120 impianti già adeguati al 5G. Arpae: "Nessun pericolo"
Redazione Online
|5 anni fa

Sulla spinta del Covid, tra smart working e lezioni online, cresce anche nel Piacentino la richiesta di potenziamento dei sistemi telefonici da parte degli operatori. È l’era del 5G, la tecnologia mobile di quinta generazione. A livello locale, sui circa 450 impianti totali per servizi di comunicazione elettronica, questa tecnologia innovativa è già stata inserita su 120 antenne.
Ma tra i cittadini c’è qualcuno che teme l’avvento delle nuove apparecchiature di trasmissione mobile. L’altro giorno alcuni residenti della Besurica si sono dati appuntamento di fronte a un cantiere di consolidamento sulle antenne in via Placentia, a due passi (letteralmente) dalle case. “Qui vivono bambini e anziani, avvolti dalle frequenze di internet. Ora basta, la salute viene prima di tutto”, dice il gruppo di vicinato.
Nel quartiere si era diffusa la voce che i lavori in via Placentia, sul palo all’interno del campo da calcio, fossero proprio finalizzati ad adeguare l’impianto al 5G. “In realtà – chiarisce Laura Gaidolfi di Arpae – quel traliccio non è predisposto al 5G. Ce n’è un altro vicino che invece lo supporta, nella zona di strada Malchioda. Ma soprattutto – rimarca l’esperta – va detto che questa tecnologia di trasmissione viene monitorata da Arpae e limitata nei criteri imposti dalle autorità, per evitare una potenza dannosa alla salute. Non c’è alcuna prova scientifica della pericolosità del 5G”.
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