Commercianti esasperati: «Lavoriamo più di metà anno per il Fisco»
La polizza catastrofale obbligatoria, la Tari calcolata come vent’anni fa e le sanzioni Ica sono solo alcuni dei balzelli che opprimono la categoria

Paola Brianti
|11 mesi fa

L’obbligo della polizza catastrofale colpisce anche micro imprese e perfino aree adibite a parcheggio, come denuncia un commerciante piacentino: una misura nata per proteggere le attività dai danni causati da terremoti, alluvioni e frane, ma percepita come l’ennesimo balzello, sebbene il premio sia minimo. Problemi simili riguardano gli ambulanti, penalizzati dal Cosap e da sanzioni del 30% anche per un solo giorno di ritardo.
Salatissime anche le multe per affissioni e insegne: striscioni temporanei, adesivi in vetrina e insegne luminose generano costi e verbali giudicati vessatori. La tassa più odiata resta però la Tari, basata su criteri obsoleti e calcolata a metro quadro, senza tenere conto dei rifiuti reali prodotti. Emblematico il caso di un ristorante e hotel che versa 40mila euro l’anno tra Imu e Tari, pur lavorando a capacità ridotta. Un sistema fiscale percepito come rigido, anacronistico e poco equo. «Ogni giorno un contributo in più - è lo sfogo - lavoriamo più di metà dell'anno per il Fisco».
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