Storie di voi, Annalisa e le maratone: «La prossima medaglia per papà»

Due ischemie, un'operazione al cuore e il desiderio di rialzarsi, ricominciare a vivere correndo. Oggi e stasera su Telelibertà la storia di Annalisa Pagani

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|5 giorni fa
«Dopo l'operazione al cuore ho ripreso quasi da zero e non mi sono mai arresa. Perché se vuoi, puoi», è la frase che si ripete ogni mattina Annalisa Pagani, maratoneta amatoriale originaria di Pontenure che ha ricostruito il suo percorso con resistenza, fiducia e grande emozione.
C’è una linea di partenza che Annalisa non dimenticherà mai. Non è segnata sull’asfalto, non ha transenne né applausi. È la notte di Ferragosto del 2023, quando il suo corpo lancia segnali chiari e urgenti. Due ischemie, riconosciute subito, la corsa in ospedale, il ricovero immediato. In quel momento la vita rallenta bruscamente, imponendo ascolto, attenzione, paura. Ma anche lucidità. È da lì che comincia una nuova corsa, forse la più importante. Annalisa è la protagonista della nuova puntata di Storie di voi, in onda oggi nelle edizioni delle 13.15 e delle 19.30 del Tgl, canale 76 di Telelibertà.
La promessa da mantenere
Circa quindici anni fa, quasi per caso aggregandosi agli amici della palestra con la passione per la corsa, inizia il suo percorso da maratoneta. Comincia con le marce domenicali, poi la prima mezza maratona a Piacenza: «Siamo partiti, senza troppi allenamenti nelle gambe, ma insieme ce l'abbiamo fatta e siamo arrivati al traguardo» racconta soddisfatta. Da lì è iniziato un amore inaspettato che l'ha portata, da Londra a Chicago, a terminare cinque delle sei maratone più prestigiose al mondo alla conquista «delle tanto ambite medaglie che noi maratoneti - sorride - chiamiamo padelloni». Il prossimo obiettivo? «Mi manca la medaglia di Tokyo, è una promessa che ho fatto a mio padre e che voglio mantenere».
I 42,195 chilometri della maratona, però, non si possono affrontare senza l'adeguata preparazione. «Vietata ogni improvvisazione» commenta Annalisa che appena può si allena tra i sentieri e i campi che circondano Pontenure.
Anche per questo, un mese dopo la doppia ischemia, con il benestare dei medici e senza ancora sapere che l’attendeva un intervento al cuore, si presenta alla maratona di Berlino. Corre senza certezze, affidandosi a ciò che sente. A ottobre arriva l’operazione, poi lo stop: tre mesi di riabilitazione insieme alla coach professionista Julia Jones. Passo dopo passo. Ad aprile è a Boston, sulla linea di partenza della maratona più antica e iconica del mondo. «È stata come una rinascita». «Uno sport senza discriminazioni, chiunque può partire e arrivare - continua la maratoneta della Val Nure -. E correre, per me, non significa solo correre. La maratona è uno sport senza discriminazioni. Ho avuto il privilegio di accompagnare persone in carrozzina che avevano già vinto sfide enormi, condividendo con loro l’emozione del traguardo.»
Raccontateci la vostra storia
Oggi mostra con orgoglio le sue medaglie delle Majors, con la promessa di non smettere mai di correre. Se siete a conoscenza di una storia che merita di essere raccontata, come quella di Annalisa, contattateci all’indirizzo [email protected].