Echi dal Medioevo. Oltre ai malati gli ospedali curavano i ponti
Redazione Online
|4 anni fa

Alla fine del Trecento la città di Piacenza aveva tra le sue mura trenta “ospedali” e tante altre strutture con questo nome erano sparse in tutto il contado. Offrivano cure ai malati ma anche assistenza a poveri e pellegrini. Parecchi sorgevano in prossimità di fiumi e torrenti perché tra i compiti di chi li gestiva c’era spesso anche la manutenzione dei ponti, attività considerata anch’essa un’opera di carità – Podcast di Giacomo Nicelli. Editing e sound design Matteo Capra.
Per approfondire: Francesco Cognasso, Ospedali di ponte, in Studi di storia ospedaliera piemontese in onore di Giovanni Donna d’Oldenico, Torino, 1958, p. 109-115; André Vauchez, Vauchez, La spiritualità dell’Occidente medievale. Secoli VIII-XII, Milano 1978; Armando Siboni, Gli antichi ospedali della città di Piacenza, Piacenza 2001; Giuliana Albini, Strade e ospitalità, ponti e ospedali di ponte nell’Emilia occidentale (secc. XII-XIV), in Studi sull’Emilia occidentale nel medioevo: società e istituzioni, a cura di R. Greci, Bologna 2001, pp. 205-251; Marina Gazzini, Ospedali nell’Italia medievale, in Reti Medievali Rivista, 13, 1 (2012)
Nella fotografia: malati assistiti nell”Hôtel-Dieu de Paris: (da https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_degli_ospedali#/media/File:Hotel_Dieu_in_Paris_about_1500.gif)
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