Dal barcone al cantiere: a Piacenza i giovani migranti diventano muratori e geometri
Dopo l’accoglienza in comunità, alcuni sono entrati nel corso della Scuola Edile, attivo da tre anni. «Più di un terzo, una volta maggiorenni, è stato assunto» spiega la tutor Simona Solari
Thomas Trenchi
|4 mesi fa

Da sinistra Youssef Elmekawi, Memo Diomande, Youssef Ali, Simona Solari, Mahmoud Sultan, Alfred Sulkja - © Libertà/Thomas Trenchi
Mahmoud oggi ha 19 anni, un lavoro e una stanza in affitto. Fa il muratore e si considera rinato. Due anni fa, quando ne aveva 17, ha attraversato il Mediterraneo su un barcone partito dalla Libia con un centinaio di persone. Dopo giorni in mare è sbarcato in Sicilia. Oggi la sua storia si intreccia a quella di altri giovani arrivati soli in Italia che, grazie ai corsi della Scuola Edile di Piacenza, hanno trovato un mestiere e una nuova vita. È lì che ha conosciuto Yossef, vent’anni, anche lui muratore. Il suo viaggio è stato più lungo: Egitto, Libia, poi Tunisia e infine Sicilia. Oggi lavora in un’impresa edile e sogna una vita tranquilla. Accanto a loro c’è Memo, 19 anni, dalla Costa d’Avorio, tirocinante in un’azienda piacentina: «Ora studio per diventare geometra. Un giorno vorrei aprire la mia impresa».
Ad oggi i minori stranieri non accompagnati seguiti dai servizi sociali a Piacenza sono 305. Dopo l’accoglienza in comunità, alcuni entrano nel corso della Scuola Edile, attivo da tre anni. «Più di un terzo, una volta maggiorenni, è stato assunto – spiega la tutor Simona Solari –. Restano difficoltà linguistiche e culturali, ma le aziende si impegnano anche per trovare loro casa».
«Insegnare un lavoro a questi giovani vuol dire non solo dare conoscenza, ma anche autostima, autonomia, fiducia e soprattutto un futuro» ricorda Vincenzo Colla, assessore regionale al Lavoro e Formazione. «Qui si gioca la partita dell’integrazione: come Regione continueremo a sostenere tutti i progetti che vanno in questa direzione».
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