Piacenza capitale degli scacchi: dal Kenya agli Usa, giocatori di tutte le età al Festival
In totale, oltre cento partecipanti, dai 9 ai 78 anni, a conferma di un movimento vivo e inclusivo

Marcello Tassi
|4 mesi fa

Silenzio, sguardi concentrati, le dita che sfiorano i pezzi in legno prima della mossa iniziale. Nell’atmosfera solenne del Salone Monumentale di Palazzo Gotico si è aperta ieri mattina la terza edizione del Piacenza Chess Festival, appuntamento che fino a domani trasforma la città in una piccola capitale degli scacchi.
Organizzato dallo Scacchi Club Piacenza, il festival propone sei turni di gioco, al mattino e al pomeriggio, suddivisi in tre tornei distinti (Open A, B e C), pensati per accogliere giocatori di ogni livello: dai maestri internazionali agli appassionati alle prime armi.
In totale, oltre cento partecipanti, dai 9 ai 78 anni, a conferma di un movimento vivo e inclusivo. «Uno dei punti di forza del nostro circolo - sottolinea Giuseppe Tencati, presidente dello Scacchi Club Piacenza - è proprio questo: riusciamo ad attirare giocatori di tutte le età, dai bambini agli anziani. Tutti si ritrovano allo stesso tavolo parlando lo stesso linguaggio, quello degli scacchi. È un punto di aggregazione importante per il circolo e per i piacentini in generale».
Ma non è solo la varietà anagrafica a colpire: il Piacenza Chess Festival parla anche molte lingue. Alla manifestazione partecipano giocatori provenienti da undici Paesi: Italia, Turchia, Armenia, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Germania, Polonia, Macedonia, Ucraina, Kenya e Russia. Una platea internazionale che certifica la crescita e l’attrattiva del torneo, sempre più inserito nel panorama scacchistico nazionale.
Il livello tecnico è alto e con esso anche il montepremi: 5.500 euro complessivi, di cui 1.000 euro destinati al vincitore dell’Open A. «Siamo riusciti ad arrivare al terzo anno - commenta ancora Tencati - e in ogni edizione abbiamo attirato nuovi giocatori. Quest’anno, grazie ai nostri sponsor, abbiamo anche alzato il montepremi, riuscendo a mantenere una tradizione che sta portando Piacenza tra i tornei più giocati e partecipati d’Italia».
Ogni torneo avrà il proprio vincitore e la propria classifica, garantendo spazio e riconoscimento a tutti. Un equilibrio perfetto tra competizione e passione, che riflette l’anima stessa del festival: un luogo dove generazioni e culture diverse si incontrano, unite dal silenzio e dalla magia di un gioco millenario.
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