Ecco i turtlìtt di Mirella e Guido tra tradizione e beneficenza
Da venerdì pomeriggio a domenica gli squisiti dolci alla Puglia di Calendasco per sostenere l'istituto “Don Orione” di Borgonovo
Elisabetta Paraboschi
|1 mese fa

Mirella Bonelli e Guido Scaffardi- © Libertà
Qual è il loro segreto? Forse il fatto che li cuociano nello strutto, ma questo spiega soprattutto la straordinaria leggerezza dell’impasto. Forse il ripieno fatto come una volta e strabordante (non c’è nulla di peggio dei turtlì tt “magri” e vuoti) e custodito gelosamente da Mirella. O più probabilmente che li preparano con amore, lo stesso che li tiene uniti da sessantatré anni. Mirella Bonelli e Guido Scaffardi si preparano anche quest’anno alla loro “impresa di Sant’Antonio”: impastare e cuocere migliaia di turtlìtt e sprelle in vista di questo fine settimana di festa. Lo faranno da venerdì pomeriggio e poi per le due giornate di sabato e domenica nella loro casa alla Puglia di Calendasco, dove il Trebbia finisce nel Po e l’aria ha una fragranza dolce, grazie ai coniugi Scaffardi.
Per loro è una tradizione: l’obiettivo è sempre benefico dato che tutto il ricavato viene devoluto all’istituto “Don Orione” di Borgonovo. Anche per i piacentini però è una tradizione andare dai coniugi Scaffardi per Sant’Antonio: il viavai di macchine e persone che ogni anno si vede alla Puglia in queste giornate dimostra infatti che i turtlìtt di Mirella e Guido, se non sono i migliori, ci vanno molto vicino.

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