Chiedi chi era Marc Jordan, il geniale e raffinato cantautore canadese

Meno famoso delle sue canzoni, resta uno dei musicisti più intensi e profondi. Ha scritto hit per Rod Stewart e prodotto Cher

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|20 ore fa
Marc Jordan alla chitarra in un recente concerto
Marc Jordan alla chitarra in un recente concerto
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La bellezza di certe melodie è profondità inspiegabile come il mare. Una voce rimanda a Tom Waits, ma è più pulita e sensuale. Una chitarra suona come un pianoforte, un pianoforte canta come una voce. Arrangiamenti e orchestrazioni includono violini, fisarmoniche, percussioni che non t’aspetti. Tra «motociclisti che in mezzo a scie di fumo bianco si tuffano nel buio», «amanti paracadutati contro il cielo», «passioni che durano come candele», «angeli con la sigaretta in bocca» e «un piccolo agnello senza dimora che Gesù si è scordato».
Ricordo, come fosse ieri, il (benedetto) giorno in cui, entrando da Alphaville, ascoltai gironzolando tra gli scaffali un artista ancora sconosciuto. Chiesi timidamente ad Antonio Curtoni: chi è? Lui guardò nel lettore, recuperò un Cd e lo fece scivolare verso di me sul bancone. S’intitolava “Reckless Valentine”.
Da quel giorno, Marc Jordan mi tiene compagnia.
L'album "Reckless Valentine" del 1993
L'album "Reckless Valentine" del 1993
Probabilmente non tutti, ma qualcun altro si chiederà: chi è? Ed anche per questo, da poco, l'artista ha concesso a un giornalista di raccontare la sua storia, ma soprattutto la sua musica, in una biografia (in lingua inglese). «Non ho mai scritto canzoni per un artista particolare, sono stati loro a venire da me. Io ho sempre scritto canzoni, le ho cantante e registrate. Gli altri le sentivano e correvano a chiedermele», spiega in un’intervista via Zoom da Toronto, dove vive.
Marc Jordan con l'ultima moglie, l'attrice e cantante Amy Sky nonché sua più grande fan
Marc Jordan con l'ultima moglie, l'attrice e cantante Amy Sky nonché sua più grande fan
Le canzoni di Marc Jordan, anche per chi non lo conosce a fondo sono state la colonna sonora di alcuni dei momenti più iconici della storia della musica moderna: «Il singolo “Rhythm of my heart” è stato un numero 1 per Rod Stewart, mi ha fatto piacere». Mentre “Taxi taxi” è una perla dell’album “Believe” di Cher, da lui prodotto: «Ha venduto 10 milioni di copie, ero contento per lei». E ci sono state canzoni incise da Diana Ross, Bette Midler, Bonnie Raitt, Chicago, Joe Cocker e The Manhattan Transfer...
L'album "Blue Desert" del 1979
L'album "Blue Desert" del 1979
La vita di Marc Jordan è il racconto completo, travolgente, sincero e sbalorditivo di una delle carriere più straordinarie nella storia della musica canadese. «Da piccolo soffrivo di dislessia. All’epoca non c’erano diagnosi, quindi a scuola sono cresciuto additato, sentendomi sempre come “quello che non ce la fa”. Credo che questo mi abbia aiutato, poi, nella carriera musicale. Perché in questo settore, i momenti in cui ti dicono “non ce la fai” sono tanti e devi tenere duro. Io ho avuto una buona palestra».
L'ultimo album di Marc Jordan: "Waiting for the sun to rise" del 2023
L'ultimo album di Marc Jordan: "Waiting for the sun to rise" del 2023
Jordan è nato a Brooklyn, cresciuto a Toronto e ha trascorso gli anni migliori della sua carriera nel cuore dell’era musicale più stravagante di Hollywood: scriveva canzoni «in stanze con gli Steely Dan», faceva «festa con Richard Manuel di The Band», veniva prelevato per le «sessioni in studio da Roger Nichols a bordo di una Pantera non omologata per la strada» e riceveva una telefonata da Rod Stewart in persona che annunciava, con inequivocabile convinzione: «Canterò questa tua canzone perché è da paura, amico mio. Venendo dal Canada, mi sentivo da un lato qualcuno a cui stava accadendo qualcosa di enorme e dall’altro sapevo di essere un musicista. Se ero lì era per una buona ragione». Jordan ha registrato tanti album solisti bellissimi, i suoi concerti sono zucchero filato nel gelo della vita. «Non mi dispiace che tanti mi abbiamo reinterpretato vendendo più di me... per certi aspetti mi sentivo come quello di cui avevano bisogno. Qualche volta è stata dura: stavo con loro in studio anche 16 ore al giorno, bevevo per tenermi su. Alla fine, non vorrei sembrare presuntuoso, ma per la miseria... avevano loro bisogno di me e questa è la verità».
Marc Jordan è in tour in Canada, in queste settimane. Ed io prenderei un aereo solo per godermi due ore di un suo live. Traete le vostre conclusioni.
La biografia "Thythm of my heart"
La biografia "Thythm of my heart"
"RHYTHM OF MY HEART" E' LA BIOGRAFIA CHE RACCONTA LA SUA VITA E LA SUA MUSICA
Marc Jordan ha 76 anni, ma continua a scrivere, registrare ed esibirsi. Le sue canzoni hanno venduto oltre 35 milioni di copie in tutto il mondo. È stato inserito nella Canadian Songwriters Hall of Fame insieme al suo storico collaboratore John Capek.
E la sua storia - fatta di dislessia, dipendenza, redenzione e un amore senza tempo («mia moglie è la mia più grande fan, questo ha consolidato il nostro rapporto», confida) - è diversa da qualsiasi altra storia che possiate leggere sulla vita di una rockstar. Perciò vi consiglio, se masticate un minimo di inglese, “Rhythm of my heart” del giornalista e critico musicale Don Brethaupt, a cui Marc ha dato la chiave dei suoi cassetti esistenziali più segreti.
Ma soprattutto, vi consiglio di correre ad ascoltare le sue canzoni. Intanto, quell’album “Reckless Valentine” del 1993, in cui un Cupido osserva, con aria un po’ annoiata, l’umanità dall’alto: è un conforto per le orecchie e per il cuore. Si parla di amori avventati e sconsiderati. Perché così capita davvero, nella vita. Spesso, quando si è vivi abbastanza. E lui canta tutto questo e il cuore si stringe, e le lacrime scendono.
Con Rod Stewart, che grazie a una sua canzone è rimasto al numero 1 delle hit parade mondiali
Con Rod Stewart, che grazie a una sua canzone è rimasto al numero 1 delle hit parade mondiali

Se non mi credete, sentite un po’ chi vi consiglia di scoprire, o approfondire, Marc Jordan. Secondo Rod Stewart «lui è un cantautore meraviglioso ed era ora che qualcuno raccontasse la sua storia. Ha delle immagini fantastiche, delle emozioni carnali. “Rhythm of my heart” era proprio il tipo di canzone che cercavo all’inizio degli anni Novanta, il tipo che canto più spesso».
David Foster dichiara che «Marc Jordan ha sempre puntato sulla qualità, senza compromessi. Ogni incontro musicale che ho avuto con lui è stato straordinario. Ha un modo di fare che non ammette l’ovvio, ed è questo che contraddistingue un grande cantautore: esprimersi o suonare le cose in modo diverso da tutti gli altri. È ciò a cui tutti aspiriamo».
Per Bruce Hornsby (un altro cantautore che meriterebbe di non essere messo in serie B) «Marc Jordan ha sempre rappresentato l’eccellenza nella composizione e nel canto soul. Ha costantemente offerto musica di grande profondità e intensità».
Postilla (non meno importante): il suo ultimo album, “Waiting for the sun to rise” (2023) è, a dir poco, stupefacente. Ci sono di nuovo «stelle e autostrade», «danze solitarie in attesa dell’alba» e talmente «tanti addii che persino Ercole piange». E che musica, ragazzi. Marc Jordan è immenso, inspiegabile come il mare.