L'atteso ritorno al San Siro di Bruce Springsteen e della sua E Street Band

Lunedì 30 giugno e giovedì 3 luglio i concerti (che erano previsti lo scorso anno) finiranno per celebrare l'anniversario del giugno 1985. E un cofanetto con 7 album esce venerdì

Eleonora Bagarotti
Eleonora Bagarotti
|65 giorni fa
L'atteso ritorno al San Siro di Bruce Springsteen e della sua E Street Band
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San Siro, 1985-2025. Non può che iniziare così, oggi, questa rubrica. Ma se nei giorni scorsi è stato riportato, dai media e dai social, l’amarcord di chi era presente al celeberrimo concerto nello stadio milanese a metà degli anni Ottanta, a noi interessa di più il futuro prossimo. Bruce Springsteen e la E Street Band suoneranno lunedì 30 giugno e giovedì 3 luglio (ore 20) ma l’anniversario è quasi casuale, considerando che le due date sono il recupero di quelle slittate lo scorso anno per indisposizione del Boss. In tal senso, c’è una certa attesa. Indubbiamente - e si può già tranquillamente dire poiché siamo stati a vedere, e torneremo a vedere, altre rockstar “anziane” -  Springsteen è l’ultimo baluardo del rock che, dal vivo, brucia energie per oltre tre ore (almeno... vedremo...) facendo scalpitare i fan. E se è vero che lui è un po’ più giovane rispetto ad altri (The Who, Paul McCartney...), la verità è che è più in forma, vocalmente e fisicamente. Tutto questo è il risultato di un mix tra Dna e dedizione assoluta al proprio pubblico, che continua ad amarlo (anche chi lo critica gli dedica moltissimi pensieri e parole, testimoniando così di seguirlo ancora).
Difficile rimproverargli qualcosa, in maniera oggettiva. Bruce è il grande cuore musicale del Sogno Americano, o di quel che ne resta. Un cuore generoso, che per metà batte italiano. Basta questo, e avanza per mille altre ragioni. Aggiungo che il suo Deluxe (vedi articolo sotto) sarà anche costoso - e lo sono tutti i Deluxe - ma  nelle case discografiche queste operazioni servono a continuare a dare uno stipendio a tanti impiegati invece di lasciarne a casa altri, già colpiti negli anni dalla crisi della discografia. Nient’altro da aggiungere. Andrò a sentirlo e a vederlo. E, con sincerità, ne scriverò. Ci vediamo là, che ne dite?
Bruce Springsteen al San Siro nel 1985
Bruce Springsteen al San Siro nel 1985
IL COFANETTO CHE ESCE VENERDì: 7 ALBUM INEDITI REGISTRATI DALLL'83 AL 2016, RIMASTI SINORA IN UN CASSETTO
Sono tra coloro che attendono la giornata di venerdì, quando Bruce Springsteen pubblicherà il box Tracks II, 7 album che per molti anni sono rimasti chiusi in un cassetto. Un totale di 83 brani,  di cui 74 inediti con sonorità e stili molto diversi e che, in gran parte, non t’aspetteresti dal Boss: si va dal Lo-fi al Country, dal Retro-pop al sintetico, dal Mariachi all’orchestrale. Alcuni album erano stati mixati e masterizzati, pronti per l’uscita, ma poi messi da parte. Ma nulla è perduto, come dice lui stesso riferendosi a «strade non perse». E così, lavorando insieme al produttore e polistrumentista di fiducia Ron Aniello,  Bruce ne ha ottimizzato la qualità del suono aggiungendo alcune parti orchestrali. «Non ha cantato nulla di nuovo», ha spiegato Aniello al New York Times. E il fatto che «le voci» siano «quelle dell’epoca» rende il tutto ancora più interessante.
Springsteen ha compiuto 75 anni in settembre e ha alle spalle una tournée teatrale in cui si è raccontato, a Broadway, dopo l’uscita della sua autobiografia. Insomma, prosegue la sua fase di introspezione esistenziale, secondo il New York Times: «Un disco - ha spiegato il cantautore - è esattamente ciò che dice di essere e cioé una testimonianza di chi sei e di dove ti trovavi in quel momento della tua vita».
Il cofanetto Tracks II
Il cofanetto Tracks II

Gli “album perduti” usciranno in un cofanetto con un libro di 100 pagine, volendo anche nella versione abbreviata da 20 tracce intitolata “Lost and Found”.I brani rivelano percorsi musicali che Springsteen ha esplorato per un periodo. A differenza della raccolta del 1998,  Tracks, composta da demo, versioni alternative e brani inediti risalenti agli anni ‘70, Tracks II è strutturata come una serie di album completi, in parte risalenti agli anni Novanta. Bruce  ha iniziato a rivalutarli durante   la pandemia mentre negoziava con la Sony la cessione del suo catalogo  venduto poi per 550 milioni di dollari. Un terzo cofanetto, Track III, è pronto con «praticamente quel che era rimasto in cassaforte», ha aggiunto Bruce confermando le indiscrezioni di altri 5 album la cui data di pubblicazione è ancora ignota ma assai probabile in futuro prossimo.
Le prime registrazioni di Tracks II sono le L.A. Garage Sessions ‘83, canzoni lo-fi che Bruce registrò da solo con una drum machine nella sua casa di Hollywood Hills. Ci sono poi le Streets of Philadelphia Sessions, legate alla canzone del film “Filadelfia” grazie alla quale Bruce vinse l’Oscar. Seguono Somewhere North of Nashville, Inyo con una band mariachi, l’orchestrale Twilight Hours in stile Burt Bacharach, la colonna sonora Faithless per un film “western spirituale” mai realizzato e il finale Perfect World: una serie di brani rock dal ‘90 al 2016. Uno dei pezzi più notevoli, “Rain in the River”, è una travolgente murder ballad con alcune delle vocalità più primitive e istintive dell’intero repertorio del Boss.
L'attore Jeremy Allen White interpreta Bruce Springsteen all'epoca delle registrazioni dell'album "Nebraska" nel biopic in uscita a fine ottobre
L'attore Jeremy Allen White interpreta Bruce Springsteen all'epoca delle registrazioni dell'album "Nebraska" nel biopic in uscita a fine ottobre

Intanto sono state diffuse le prime immagini del biopic su Springsteen: “Liberami dal Nulla” (questo il titolo tradotto in italiano) uscirà per 20th Century Studios anche nelle sale italiane a fine ottobre. Segue la realizzazione di “Nebraska” di Springsteen del 1982, album acustico puro e tormentato che ha segnato un momento di svolta nella sua vita ed è considerato una delle sue opere più durature. In effetti, è un capolavoro assoluto. Con Jeremy Allen White (The Bear) nel ruolo del Boss, il film è scritto per il grande schermo e diretto da Scott Cooper ed è basato sul libro di Warren Zanes intitolato “Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska”. Ne accenniamo qui, ma torneremo diffusamente a parlarne. In anteprima,  dagli States.