Vaschetta salva cibo obbligatoria per legge? A Piacenza è realtà da anni
Redazione Online
|2 anni fa

In Francia e in Spagna è obbligatoria, in Italia è già pratica diffusa. Parliamo della cosiddetta “doggy bag”, nome bruttissimo – va detto – per indicare la classica confezione in plastica o alluminio che permette di portare a casa gli avanzi di un pranzo o di una cena al ristorante. La vaschetta anti-spreco finisce al centro di una proposta di legge di Forza Italia per renderla obbligatoria: ad annunciarlo è stato Giandiego Gatta, deputato di Forza Italia e responsabile nazionale Dipartimento pesca e acquacoltura di FI, che con il presidente dei deputati di Forza Italia Paolo Barelli presenterà la proposta dal titolo “Obbligatorietà della doggy bag”.
Nella nostra provincia sono diversi i locali che già promuovono la possibilità di portarsi a casa gli avanzi del proprio pasto, ma anche la bottiglia di vino che proprio non si riesce a finire.
“Io ho iniziato già dieci anni fa proponendo la possibilità di portarsi a casa l’avanzo della bottiglia di vino non terminata in un apposito sacchetto – spiega Cristian Lertora di KZero – la stessa possibilità c’è anche con il cibo: è una pratica giusta”.
Si dice dello stesso avviso anche Matteo Castignoli dell’Antica trattoria dell’Angelo: “La doggy bag? A noi la richiedono praticamente ogni giorno ed è una possibilità che garantiamo già da anni: quando qualcosa si avanza, siamo noi i primi a chiedere se dobbiamo incartarlo per farlo portare a casa – assicura – e quasi tutti dicono di sì”.
“È cambiata la mentalità – spiega Jennifer Ravellini della Luppoleria – negli anni Novanta le persone si vergognavano a chiedere di portare a casa gli avanzi, oggi per fortuna no”.
“Da noi la chiede qualcuno – spiega Roberto Rigolli della Trattoria Regina – secondo me bisognerebbe sponsorizzare di più la possibilità di portarsi a casa la bottiglia avanzata di vino”.
Nella nostra provincia sono diversi i locali che già promuovono la possibilità di portarsi a casa gli avanzi del proprio pasto, ma anche la bottiglia di vino che proprio non si riesce a finire.
“Io ho iniziato già dieci anni fa proponendo la possibilità di portarsi a casa l’avanzo della bottiglia di vino non terminata in un apposito sacchetto – spiega Cristian Lertora di KZero – la stessa possibilità c’è anche con il cibo: è una pratica giusta”.
Si dice dello stesso avviso anche Matteo Castignoli dell’Antica trattoria dell’Angelo: “La doggy bag? A noi la richiedono praticamente ogni giorno ed è una possibilità che garantiamo già da anni: quando qualcosa si avanza, siamo noi i primi a chiedere se dobbiamo incartarlo per farlo portare a casa – assicura – e quasi tutti dicono di sì”.
“È cambiata la mentalità – spiega Jennifer Ravellini della Luppoleria – negli anni Novanta le persone si vergognavano a chiedere di portare a casa gli avanzi, oggi per fortuna no”.
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