Addio a Cesare Po, uno degli ultimi partigiani piacentini
Lo scorso 12 agosto aveva compiuto 101 anni vicino alla sua Natalina, la moglie con cui ha condiviso una vita intera fino all’ultimo
Elisabetta Paraboschi
|9 giorni fa

L’ultima volta a Piacenza - lo scorso febbraio all’Archivio di Stato - aveva ricordato il “suo” comandante Paolo fra tanti piacentini intenti ad ascoltare come bambini meravigliati le sue parole. Cesare Po sapeva affabulare le persone: sapeva farlo con gentilezza e verità, con la lucidità che aveva dovuto imparare sui monti ottant’anni fa quando era entrato fra i partigiani della terza brigata comandata da Alberto Araldi, “Paolo” appunto.
Oggi Cesare Po non c’è più: lo scorso 12 agosto aveva compiuto 101 anni vicino alla sua Natalina, la moglie con cui ha condiviso una vita intera fino all’ultimo. La notizia della scomparsa di uno degli ultimi partigiani piacentini si è diffusa rapidamente fra i tanti che lo conoscevano o che avevano letto il suo libro in cui raccontava l’esperienza da partigiano.
Alla fine della guerra Cesare era sceso dai monti - gli stessi che lo avevano visto compiere i vent’anni - e aveva lavorato come tecnico comunale a Rivergaro: poi è andato in Venezuela, lì ha conosciuto Natalina che veniva da Bobbio, si sono sposati e dopo 17 anni sono tornati in Italia. Il lavoro lo ha portato in giro per il mondo e dopo la pensione è rimasto a vivere a Milano, anche se nella bella stagione la coppia tornava a Bobbio.
«Nel mio cuore, ma soprattutto nella mia testa, che per fortuna ancora funziona nonostante l’età, quegli anni da partigiano restano ancora vividi» aveva spiegato lo scorso febbraio con gli occhi lucidi.