"La musica trap? Non so cosa sia. Qui però è uno schifo". Viaggio in via Grandi
Redazione Online
|3 anni fa

Si concede “al massimo al citofono”, senza farsi vedere in volto, “perché non si sa mai con i ceffi che girano” dice. “La musica trap? Non so cosa sia, però so che qui è diventato uno schifo…”.
Ci sono una scuola media, un asilo nido, una materna, dei giardinetti pubblici (i “Falcone e Borsellino”), un campetto da calcetto in erba sintetica. Perfino una chiesa, Nostra Signora di Lourdes, tra le parrocchie più popolose della città, e il comando della Polizia locale. Un quartiere esemplare, verrebbe da dire, “modello” come lo chiamano gli stessi residenti. Zona che da tempo, tuttavia, fa registrare una serie di complessità e delle situazioni di emarginazione sociale, specialmente tra i più giovani.
Siamo nel quadrilatero tra via Grandi, via Leonardo da Vinci, via Damiani e via Rogerio, tagliato in mezzo da via Guarnaschelli.
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