"Centinaia di prenotazioni saltate, ennesima stangata per i ristoranti. Il servizio mensa per sopravvivere”
Redazione Online
|5 anni fa

“La corda si sta per spezzare”. Fabrizio Samuelli, coordinatore locale dei pubblici esercizi iscritti a Confesercenti, riassume così la rabbia provata in queste ore dai titolari di bar e ristoranti. Non c’è solo l’esasperazione, ma anche una buona dose di incredulità: perché per l’ennesima volta – come spiega Cristian Lertora di Fipe Confcommercio – “una forte miopia istituzionale porta alla chiusura dei locali a partire da domenica, la giornata più importante per la somministrazione dei pranzi, soprattutto in provincia”. A sollevare, ancora una volta, la protesta delle associazioni di categoria è infatti il passaggio in “zona arancione” di Piacenza – così come il resto dell’Emilia Romagna – da domani, 21 febbraio. Una stretta sulle misure anti-Covid che, tra le altre cose, prevede proprio la chiusura dei ristoranti (oltreché di bar, gelaterie e tutti gli altri pubblici esercizi), fatta eccezione per i servizi d’asporto e consegna a domicilio. In un momento di crisi assoluta per queste attività, quindi, i rappresentanti del settore denunciano “l’ennesima stangata”.
C’è però una possibilità – semplificata di recente – che potrebbe aiutare i pubblici esercizi a sopravvivere in “zona arancione”: il servizio mensa. “I locali – chiarisce Samuelli – possono stipulare un contratto con le aziende private per accogliere i dipendenti a pranzo. L’accesso e la somministrazione devono essere riservati solo ai lavoratori, legati anche a più ditte contemporaneamente. Il servizio mensa, però, non è possibile per i liberi professionisti e le partite iva”. Le associazioni di categoria sono a disposizione per tutti i chiarimenti.
Fatto sta che i pubblici esercizi, adesso, si preparano ad affrontare un altro periodo di sacrifici: “E il vero danno – aggiunge Lertora – lo vivono soprattutto i ristoranti della provincia, che accolgono la quasi totalità dei clienti per il pranzo domenicale. Eppure, il governo ha deciso comunque di istituire la ‘zona arancione’ a partire proprio da domani, e non da lunedì… Ma i weekend generano la maggior parte del fatturato, le attività hanno già acquistato le forniture necessarie. Senza dimenticare, poi, i locali che prima del Covid lavoravano solo a cena, e che si trovano chiusi da un anno. In Francia i ristoranti ricevono contributi da diecimila euro al mese, qua invece i ristori economici sono insufficienti. Alla mia attività, tanto per fare un esempio – sottolinea il presidente locale di Fipe -, è stato destinato un sussidio totale di 4mila euro nell’arco di un anno. Tutta la filiera è in crisi: dai produttori ai distributori. Così non si può andare avanti”.
LE RESTRIZIONI IN VIGORE DA DOMANI:

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