La fiera delle moto impenna con Melandri: 12mila a Piacenza Expo
L'ex campione mondiale delle 250 protagonista della giornata conclusiva di "Due tempi bei tempi & Youngtimer". «Fiducia e confidenza per andare forte»
Redazione Online
|4 settimane fa

Marco Melandri e Andrea Dallavalle sul palco della fiera "Due tempi bei tempi & Youngtimer"
di Marco Castelli
«Quando corri in moto, non esiste nient’altro. Ora che ho smesso, mi accorgo ogni giorno dell’affetto che trovo intorno a me». Tra selfie, autografi e preziosi consigli dispensati ai numerosi centauri piacentini accorsi per incontrarlo, Marco Melandri, ex campione mondiale della classe 250 e primatista italiano di vittorie in Superbike, è stato ieri pomeriggio il protagonista assoluto della giornata conclusiva di "Due tempi bei tempi & Youngtimer", l’evento dedicato al mondo delle due ruote sportive degli anni Ottanta, Novanta e Duemila, che nel weekend ha attirato circa 12.000 visitatori (+9% sul 2025) al quartiere fieristico di Le Mose.
Organizzato da Piacenza Expo («Siamo estremamente soddisfatti della crescita delle presenze determinata dalla qualità degli espositori» ha detto il presidente Giuseppe Cavalli) e dall'associazione "Due tempi bei tempi", la manifestazione ha visto protagoniste all’interno dei padiglioni moto da strada, da competizione, da cross e da enduro, mentre nell’area esterna, sfruttando la bella giornata di ieri, sono stati organizzati demo e corsi di guida. Spazio, infine, anche ad auto e camion, per fotografare l’evoluzione negli anni del design e della meccanica.
Melandri, intervistato sul palco dal telecronista di Sky Max Temporali, ha parlato senza filtri della sua carriera e dell’importanza della sicurezza nelle gare. «Ho avuto la fortuna di correre nell’epoca giusta (all’inizio degli anni Duemila, ndr): oggi i primi 2-3 piloti al mondo hanno monopolizzato gli sponsor, e per un giovane che inizia diventa complicato emergere.» Rimpianti? Pochi. «Avrei voluto guidare una 500 due tempi Yamaha e, forse, cominciare a gareggiare un po’ prima, ai tempi degli esordi di Capirossi. Non mi è mai piaciuto, invece, il paragone con Valentino Rossi, che è stato fatto per tanti anni: io sono diverso da lui e ho sempre percorso la mia strada».

Quanto al tema dell’incolumità dei piloti, ha aggiunto Melandri, «ho iniziato a correre a 12 anni praticamente senza protezioni addosso, mentre oggi la sicurezza delle tute è nettamente migliorata, anche se le moto di oggi vanno più forte e le piste non sono poi tanto sicure». L’ex motociclista romagnolo durante l’intervista ha accolto sul palco l’amico campione di salto triplo di Gossolengo Andrea Dallavalle, grande appassionato di motori, e il suo intervento, che ha preceduto l’esibizione del comico Paolo Migone, si è concluso con alcuni consigli. «Per andare forte in pista servono due aspetti: la confidenza e la fiducia. Poi anche l’ambiente che si crea all’interno del team ha sua importanza, ma le sensazioni che si provano alla guida della moto sono determinanti». Siamo certi che i giovani appassionati di due ruote e gli aspiranti piloti presenti in fiera abbiano preso appunti.
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