Le chiavi di Franz: palla a terra, D’Ago accentrato e riaggressione
Il tecnico biancorosso sta modificando il suo solito 4-3-3, molto dipenderà dal centrocampista che sta per arrivare

Michele Rancati
|3 giorni fa

Le indicazioni di Arnaldo Franzini e del vice Andrea Lussardi ©Libertà/Claudio Cavalli
Le amichevoli estive hanno rivelato alcune importanti evoluzioni nell’impianto di gioco che mister Arnaldo Franzini sta proponendo nella sua seconda esperienza sulla panchina biancorossa.
Lo schema resta il 4-3-3, ma l’interpretazione è differente rispetto a quanto aveva proposto il tecnico di Vernasca dal 2015 al 2020. Franz ha innanzitutto a disposizione una rosa differente per caratteristiche (soprattutto a centrocampo e in avanti), ma in questi anni ha anche allargato il bagaglio tattico.
Lo schema resta il 4-3-3, ma l’interpretazione è differente rispetto a quanto aveva proposto il tecnico di Vernasca dal 2015 al 2020. Franz ha innanzitutto a disposizione una rosa differente per caratteristiche (soprattutto a centrocampo e in avanti), ma in questi anni ha anche allargato il bagaglio tattico.
D’Ago, D’Orsi e Zaffalon
L’assetto definitivo dipenderà dal nome del centrocampista che arriverà entro un paio di giorni.
Il punto di partenza è uno: Stefano D’Agostino non può fare l’esterno sinistro classico (ricordate il garbato ma eloquente sfogo dopo l’addio di Massimo Maccarone che gli faceva fare l’ala quasi sulla riga laterale?).
Franzini concorda e soprattutto lo vuole sempre nel vivo dell’azione offensiva. Quindi, sin dalle prime uscite, abbiamo trovato D’Ago in mezzo al campo, da trequartista, a sfornare assist e imbucate. In questa ottica, il completamento ideale sarebbe Francesco D’Orsi, che con le sue caratteristiche sarebbe perfetto per infilarsi nel “buco” esterno lasciato da D’Agostino, potendo anche sfruttare il sinistro vellutato per conclusioni e cross. Il romano classe 1997, in forza al Ravenna, è in attesa di una chiamata dalla Lega Pro. La dirigenza del Piace gli ha concesso ancora un po’ di tempo, ma le quotazioni sono in ribasso. L’arrivo di D’Orsi e del suo dinamismo imporrebbe un terzino più bloccato, quindi Zaffalon sarebbe più adatto rispetto a Bertin.
Nel caso, D’Orsi si giocherebbe il posto di mezzala sinistra con Poledri (utilizzabile anche da mediano), mentre a giocarsi un posto da mezzala destra sarebbero Putzolu (tra i migliori in precampionato) e Campagna.
L’assetto definitivo dipenderà dal nome del centrocampista che arriverà entro un paio di giorni.
Il punto di partenza è uno: Stefano D’Agostino non può fare l’esterno sinistro classico (ricordate il garbato ma eloquente sfogo dopo l’addio di Massimo Maccarone che gli faceva fare l’ala quasi sulla riga laterale?).
Franzini concorda e soprattutto lo vuole sempre nel vivo dell’azione offensiva. Quindi, sin dalle prime uscite, abbiamo trovato D’Ago in mezzo al campo, da trequartista, a sfornare assist e imbucate. In questa ottica, il completamento ideale sarebbe Francesco D’Orsi, che con le sue caratteristiche sarebbe perfetto per infilarsi nel “buco” esterno lasciato da D’Agostino, potendo anche sfruttare il sinistro vellutato per conclusioni e cross. Il romano classe 1997, in forza al Ravenna, è in attesa di una chiamata dalla Lega Pro. La dirigenza del Piace gli ha concesso ancora un po’ di tempo, ma le quotazioni sono in ribasso. L’arrivo di D’Orsi e del suo dinamismo imporrebbe un terzino più bloccato, quindi Zaffalon sarebbe più adatto rispetto a Bertin.
Nel caso, D’Orsi si giocherebbe il posto di mezzala sinistra con Poledri (utilizzabile anche da mediano), mentre a giocarsi un posto da mezzala destra sarebbero Putzolu (tra i migliori in precampionato) e Campagna.
Lordkipanidze e Bertin
Al momento, l’obiettivo più raggiungibile in mezzo al campo sembra David Lordkipanidze, fresco di rinnovo con il Ravenna. Il 24enne georgiano, che ha caratteristiche più fisiche e meno tecniche di D’Orsi, è protagonista di una situazione particolare: era il primo nome sulla lista del ds Carlo Zerminiani a inizio mercato, ma ha preferito attendere una chiamata dai professionisti. Nel frattempo il Piace ha quasi completato il reparto. In queste si è riaperta l’ipotesi di un prestito. Lordkipanidze andrebbe a comporre la coppia di mezzali a destra con Campagna, con Putzolu e Poledri a sinistra. In questo caso, lo spazio liberato da D’Agostino andrebbe preso dal terzino sinistro, con Bertin che ha le caratteristiche di spinta più adatte.
In corsa per arrivare, più defilato, c'è anche il piacentino Gianluca Barba: è svincolato dall’Arzignano, Franzini lo conosce bene per averlo allenato al Piace e al Pro ed è sinonimo di affidabilità e rendimento.
Al momento, l’obiettivo più raggiungibile in mezzo al campo sembra David Lordkipanidze, fresco di rinnovo con il Ravenna. Il 24enne georgiano, che ha caratteristiche più fisiche e meno tecniche di D’Orsi, è protagonista di una situazione particolare: era il primo nome sulla lista del ds Carlo Zerminiani a inizio mercato, ma ha preferito attendere una chiamata dai professionisti. Nel frattempo il Piace ha quasi completato il reparto. In queste si è riaperta l’ipotesi di un prestito. Lordkipanidze andrebbe a comporre la coppia di mezzali a destra con Campagna, con Putzolu e Poledri a sinistra. In questo caso, lo spazio liberato da D’Agostino andrebbe preso dal terzino sinistro, con Bertin che ha le caratteristiche di spinta più adatte.
In corsa per arrivare, più defilato, c'è anche il piacentino Gianluca Barba: è svincolato dall’Arzignano, Franzini lo conosce bene per averlo allenato al Piace e al Pro ed è sinonimo di affidabilità e rendimento.
Palla a terra e pressing
In ogni caso, il Piace avrà due linee guida ferree: sviluppare un gioco corale, palla a terra, che possa esaltare le qualità tecniche di Taugourdeau, D’Agostino e Mustacchio, le sponde di Michele Trombetta e gli inserimenti da dietro. E poi pressing e riaggressione: Franz vuole recuperare prime e seconde palle sulla trequarti avversaria per fare male. Per farlo la condizione fisica e la brillantezza dovranno essere assolute.
In ogni caso, il Piace avrà due linee guida ferree: sviluppare un gioco corale, palla a terra, che possa esaltare le qualità tecniche di Taugourdeau, D’Agostino e Mustacchio, le sponde di Michele Trombetta e gli inserimenti da dietro. E poi pressing e riaggressione: Franz vuole recuperare prime e seconde palle sulla trequarti avversaria per fare male. Per farlo la condizione fisica e la brillantezza dovranno essere assolute.