Chiude “l’Amazon” di Ottone la bottega di via Roma dal 1905
“Da Angelica” si trovava di tutto, dalle sementi alla calce. L’ex sindaco Piazza: «Qualche giovane porti avanti un pezzo di storia»

Elisa Malacalza
|13 ore fa

La bottega di Jole Canevari
Macché Amazon... noi avevamo l’Angelica». Lo ha detto l’ex sindaco di Ottone Giovanni Piazza quando, tornato in paese per tirare il fiato qualche giorno, si è trovato davanti al cartello con la scritta “Chiuso” appeso sulla porta della bottega in via Roma dove si è sempre trovato di tutto, dalle sementi allo stucco. Uno shock per l’ex bambinone di Ottone che qui trovava il necessario per costruire le prime cerbottane, quando non esistevano Play Station e telefonini: perché quella stessa porta è sempre stata aperta. Fino all’altro giorno.
Angelica Canevari, che aprì per prima l’emporio a inizio del secolo scorso pur avendo quattro figli da crescere (era la nonna del mitico Pino Di Santo, il batterista dei Delirium) non era più a questo mondo da parecchio: ma il nome è rimasto come un’istituzione, una specie di chiesa e di municipio, sempre così, intatto, “Da Angelica”, anche quando il timone era passato ad altre mani fino a quelle sapienti di Jole Canevari, che ora come da suo sacrosanto diritto vorrebbe anche riposarsi un po’. «Lì trovavi veramente di tutto», continua Piazza. «Mai visto un cartello “Chiuso per ferie”. La bottega storica aperta nel 1905 è sempre stata una garanzia, a servizio della comunità dell’Alta Valtrebbia, con generi alimentari, tabac-chi, attrezzi da ferramenta passando per gli accessori per la pesca o il giardinaggio. La differenza la faceva sicuramente l’attenzione per il cliente e la capacità di dare il consiglio giusto, quello che la famiglia Canevari ha sempre saputo dare. Altro che piattaforme web». Piazza lancia anche un appello: «Spero che qualche giovane provi a ripartire per continuare a scrivere una storia che nel passato è stata importante per Ottone». Tanti i commenti in paese: «Un duro colpo. Ricordo le salsicce fatte su ordinazione...». «Jole e la sua famiglia, hanno resistito e portato avanti con dedizione il loro negozio finché è stato possibile», dicono da Belnome, nel dire grazie.