La coda infinita di chi deve andare all'ospedale in auto: "Ogni volta è un incubo"
Redazione Online
|1 anno fa

Una serpentina di auto corre lungo via Campagna e costeggia Piazzale delle Crociate.
A una prima occhiata potrebbe sembrare la coda dell’orario di punta, ma sono le 10.30 di un giovedì mattina e le macchine non intendono proseguire dritto, puntano verso destra, verso l’ingresso del parcheggio dell’ospedale.
“Qui è sempre così – dice un uomo alla guida, con i finestrini dell’auto abbassati – sono 20 minuti che sono fermo in fila e non si entra. Ogni volta per parcheggiare è
un vero incubo”.
A una prima occhiata potrebbe sembrare la coda dell’orario di punta, ma sono le 10.30 di un giovedì mattina e le macchine non intendono proseguire dritto, puntano verso destra, verso l’ingresso del parcheggio dell’ospedale.
“Qui è sempre così – dice un uomo alla guida, con i finestrini dell’auto abbassati – sono 20 minuti che sono fermo in fila e non si entra. Ogni volta per parcheggiare è
un vero incubo”.

C’è, però, chi si è arreso da tempo e ha rinunciato a posteggiare l’auto nelle immediate vicinanze dell’ospedale. “Quando devo venire per fare degli esami – spiega una donna – lascio sempre l’auto al parcheggio del 118, in via Anguissola, e da lì vado a piedi”. L’opzione suggerita è di sicuro intelligente, d’altronde, ma può funzionare solo per una certa fascia di persone: “Io non posso farmi tutti quei metri a piedi, sono anziano, cammino lentamente e con fatica. Così sono sempre costretto a chiedere a mio figlio di accompagnarmi in ospedale”.
Disagi che si trascinano da anni e che in questa stagione, con pioggia, freddo e qualche cantiere, si moltiplicano.

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