Delitto nel bosco a Tabiano, colpo di scena in aula: «Non ho sparato io, ma so chi è stato»

In un regolamento di conti nel mondo dello spaccio era stato ucciso un 32enne marocchino. Il 37enne accusato dell'omicidio rimane in Marocco

Paolo Marino
|22 ore fa
Gli inquirenti sul luogo del delitto
Gli inquirenti sul luogo del delitto
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Il processo è iniziato ieri, ma l’imputato non sembra essere intenzionato a presentarsi in tribunale. Hicham Bousrik, 37 anni, rimane in Marocco, ed essendo latitante sarà giudicato “in assenza”. Ma attraverso il suo difensore, l’avvocato Fabio Targa del foro di Padova, fa sapere che ritiene infondata l’accusa di omicidio.
Sostiene di non avere imbracciato l’arma che il 28 aprile 2022 uccise il connazionale Abdelghani El Jabiri, 32 anni, sul limitare di un bosco a Tabiano di Lugagnano, come esito di un regolamento di conti tra spacciatori.
All’imputato viene contestato il reato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal fatto di aver commesso il delitto per continuare a spacciare in zona.
«Il mio assistito - ha detto il suo legale - rimane in Marocco, ma spera che la verità possa emergere. Sa chi ha sparato e depositeremo una memoria dove indicheremo chi è l’assassino».