Il castagneto in fiore: una "oasi collinare" per l'ape
Un tempo risorsa rurale, oggi sottobosco per funghi porcini
Dea De Angelis
|8 mesi fa

Castagno in fiore sulle colline piacentine della Valtrebbia - © Libertà/Dea De Angelis
Anche l’ape – come molti cittadini in fuga dal caldo urbano - si sposta in quota in quella che potremmo definire per l’insetto impollinatore un “oasi collinare”. Vi domanderete il perché. Proviamo a spiegarci. In pianura molti alberi sono sfioriti: il pero, il tiglio, il melo, il ciliegio, il gelso…per ordinari ritmi naturali o in certi casi – la robinia per esempio – per straordinari ritmi naturali accelerati da piogge insistenti su fiori appena sbocciati. L’ape – quella esploratrice – va in cerca di nettare da segnalare con danze molto simboliche “alle amiche” dell’alveare e non trovando fiori a bassa quota, vola più in alto. In quota trova in questi giorni di inizio estate il castagno fiorito. Interi boschi nella fascia vegetazionale dei rilievi appenninici (non oltre i 1000 metri) sono colorati di un giallo tenue, tipica tinta del fiore di castagno. “Un oasi spaziale” per l’ape, non paragonabile a quelle su Marte o sulla Luna che l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) prevede saranno - entro il 2040 - luogo di vita per l’uomo, ma spaziale perché risorsa abbonante di cibo per questo meraviglioso piccolo e “sociale” insetto, generatore di continuità nel regno vegetale e quindi in quello animale. Originario dell’Europa orientale, il castagno può considerarsi ormai una pianta indigena a seguito della sua diffusione ad opera dei romani, presenza importante su tutto il suolo nazionale. Gli amenti possono avere o solo fiori maschili (fiocchi gialli) o fiori maschili verso l’apice e femminili verdi alla base. Il frutto di questo albero, come noto, è un riccio verde spinoso che per l’autunno matura liberando due o tre castagne… guai provare ad estrarle a mani nude! Fino a qualche decennio fa, rappresentavano l’alimento base per le popolazioni rurali di collina o di montagna. Usate fresche o secche o ridotte in farina se ne producono anche deliziosi dolci (marrons glacès e marmellate). Non solo, anche il miele di castagno è un ottimo e richiesto alimento. Per la sua realizzazione dobbiamo ringraziare i nostri operosi apicoltori e le nostre amiche api che si posano sulla fioritura estiva collinare attratte da colore e profumo.

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