Non rose, ma una casa: la disperata ricerca di Blanche e Jean Marc
Il San Valentino dei migranti: lavorano, hanno i risparmi per affitto e caparra e per riunire i tre figli rimasti in Costa d’Avorio serve un tetto

Paola Brianti
|4 settimane fa

Blanche e Jean Marc
Oggi che è San Valentino, c’è un amore che non ha bisogno di rose, ma di una chiave per la porta di una casa in affitto. Blanche Chimelle e Jean Marc vengono dalla Costa d’Avorio, qui in Italia è nato il loro bimbo, Ange Ryan. Con i nonni, oltre il Mediterraneo, sono rimasti altri tre figli loro, che avrebbero il diritto di legge oltre che una disperata voglia di venire a vivere qui, con i genitori e il fratellino mai abbracciato. Ma per riunire una famiglia spezzata serve una casa, che per ora non si trova. A giugno scadrà il periodo in accoglienza, e per allora Blanche Chimelle spera di poter trovare una sistemazione «magari a Fiorenzuola, che è una grande città», mentre il marito le sussurra «una casa andrebbe bene ovunque». Jean Marc, che di cognome fa Tape Kore, è fortunosamente arrivato in Italia nel 2023 insieme con la moglie. Poco dopo, una volta ottenuti i documenti, ha iniziato a lavorare nella logistica a Pontenure, e da qualche mese fa parte di chi, partendo da Piacenza, pedala molti più chilometri perché la Via Emilia è chiusa.
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