Tutto esaurito alla mensa Caritas: in 100 a pranzo per Natale
Ci sono italiani e stranieri, giovani, giovanissimi anziani, uomini e donne, la povertà non conosce differenze. Il direttore Idda: a cena 70 persone. Il saluto del vescovo
Elisabetta Paraboschi
|2 mesi fa

Il pranzo di Natale alla mensa Caritas- © Libertà/Betty Paraboschi
La squadra è sempre la stessa, più o meno. E vince ogni volta. Una ventina di volontari per i quali il Natale è sempre alla Mensa della Fraternità di Caritas: al pranzo del 25 sono circa 100 i commensali che qui trovano una famiglia e il calore di una casa, non solo un pasto di festa. Ad accoglierli come sempre è Emilia Lodigiani, la coordinatrice della mensa: è lei - insieme al direttore di Caritas Mario Idda - a segnalare “un aumento esponenziale delle persone che si rivolgono alla struttura di via San Vincenzo: in questi mesi parliamo di 100 persone a pranzo e 70 a cena”. Enrico Merli, guida rodata che sovrintende la sala, mostra a ogni ospite dove sedersi: in cucina intanto Lorena e Graziella hanno buttato in una pentola fumante di brodo gli anolini (rigorosamente di formaggio per mettere tutti d’accordo, musulmani e non). Arriva il vescovo Adriano Cevolotto per un saluto ma soprattutto per un momento di condivisione con chi è in difficoltà: ci sono italiani e stranieri, giovani, giovanissimi anziani, uomini e donne, la povertà non conosce differenze. Ma per fortuna non ne conosce neppure la solidarietà e la generosità di chi il Natale lo vuole vivere qui, anche se a casa avrebbe una famiglia, una quotidianità, una festa come tutti noi. “Ma il Natale è un qui” dicono. E, a pensarci, hanno proprio ragione.
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