"Siamo in difficoltà, ma non chiuderemo il punto di primo intervento a Bobbio"
Redazione Online
|3 anni fa

“Non è vero che chiudiamo il punto di primo intervento di Bobbio” le parole di Andrea Magnacavallo, direttore sanitario dell’Ausl durante la conferenza iniziata alle 16.00 di oggi in Unione montana a Bobbio. All’incontro hanno partecipato i sindaci dell’Alta Val Trebbia, una delegazione di venti manifestanti e tutti i direttori dell’Ausl.
“È vero che siamo in difficoltà e abbiamo dovuto fare un mix rispetto ad alcune presenze in turno, ma non è il nome o la casacca che fa la differenza, ma il medico e il sistema integrato” ha proseguito Magnacavallo.
Viene ricordato come ci sarà sempre il personale in reparto a garantire sicurezza. E poi ci saranno turni coperti da medici d’emergenza e altri dal dottor Massimiliano Simoni, medico a Rivergaro, e dal dottor Giovanni Bologna. “Il dottor Giuseppe Labati in pensione da alcuni giorni come medico di famiglia garantirà alcune mattina; di notte è sempre garantita la continuità con il 118, una rete che funziona. Il medico in automedica lo abbiamo tolto da molto tempo, i numeri e la scienza e l’Europa ci hanno dimostrato che il soccorso di infermieri preparati in rete è sovrapponibile alla figura medica”.
Il direttore generale Paola Bardasi ha aggiunto: “In accordo con la Regione che sta facendo le linee guida sui medici di emergenza stiamo cercando di aumentare le prestazioni che gli stessi possono darci. Continuiamo a cercare medici, se li troviamo li prendiamo subito”. È stato ancora ricordato dall’Ausl come su 100 casi al primo soccorso di Bobbio la stragrande maggioranza sia di media o bassa complessità.

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