Assemblea Confagricoltura, il ministro Salvini: "La diga in Val Nure si può fare"
Redazione Online
|1 anno fa

Le grandi infrastrutture irrigue sono state al centro del dibattito promosso all’interno dell’assemblea generale di Confagricoltura organizzata a Piacenza, nel salone monumentale di Palazzo Gotico. L’esigenza di una nuova diga in Val Nure, le politiche dell’Unione Europea e il futuro del settore agricolo sono state le tematiche affrontate da esperti, professori universitari, autorità e rappresentanti di istituzioni. Tra di loro anche il ministro Matteo Salvini – che pochi minuti prima ha sottoscritto il protocollo d’intesa per la rigenerazione urbana e la trasformazione in hub intermodale dell’ambito stazione e per la realizzazione del nuovo hub del Ferro in zona “Le Mose” – e il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
“È una delle campagne agricole più difficili degli ultimi vent’anni e quindi grazie In particolare agli agricoltori che oggi sono presenti in sala e che sono la nostra associazione. Perché Confagricoltura è dei suoi soci. Abbiamo voluto questo evento perché ci tenevamo in modo particolare a parlare di acqua e a parlare di grandi infrastrutture” – ha sottolineato il direttore di Confagricoltura Piacenza Marco Casagrande.
“Nel momento in cui noi chiediamo una migliore gestione dell’acqua e paragoniamo il disorientamento e l’inefficienza generale all’ordine delle aziende agricole, al rigore necessario, al senso della vita, subito dopo ci viene in mente il caos – ha spiegato Gasparini nel suo articolato intervento -. La situazione in cui siamo è quella del caos dato dall’immobilismo, dal relativismo. Storicamente viviamo un grandissimo sviluppo della tecnologia, ma con la contrapposizione di un umanesimo che è decadente perché si affida un pensiero dominante che vede nei particolarismi un nemico. Le imprese e la società hanno un estremo bisogno di ritrovare nella Politica la profondità necessaria per analizzare i contesti e fare scelte che vadano oltre la tornata elettorale. Occorre che tutti noi, qui insieme, troviamo la via per programmare con una visione di lungo periodo. Abbiamo bisogno di infrastrutture moderne e tra loro sinergiche che contemperino lo sviluppo con la preservazione dei luoghi: siano la città, la collina o il suolo fertile della pianura”.
“L’acqua è fondamentale per lo sviluppo di un settore indispensabile all’interno del nostro territorio – le parole della sindaca Katia Tarasconi -. Servono infrastrutture innovative e moderne in un’ottica di sviluppo senza sprechi e maggiori consumi”. “Confagricoltura è tradizione e allo stesso tempo innovazione” ha sottolineato il presidente della sezione piacentina Filippo Gasparini.
“È aumentato il disagio e la mancanza di fiducia da parte delle imprese – ha evidenziato Gasparini -. Il titolo di questo convegno rappresenta la situazione attuale: le nostre imprese sono infatti forti e vitali per il territorio in cui operano come fossero acqua. Peccato che il quadro normativo portato avanti dall’Unione europea stia creando un vuoto, un caos e un relativismo naturalistico”.
“Servono dighe e infrastrutture”
“Il 75% di quello che mangiamo deriva dall’agricoltura grazie all’utilizzo dell’acqua – l’intervento di Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura -. Senza acqua non c’è agricoltura, non c’è vita. Ci vogliono però delle infrastrutture in grado di dare acqua ai nostri agricoltori al minor costo possibile”.
“Non possiamo rimanere fermi a un sistema infrastrutturale vecchio di cinquant’anni – ha esortato Giansanti -. Ci vogliono dighe, invasi e reti di tubature che non sprecano acqua e ci vuole un sistema capillare di approvvigionamento che sappia limitare la dispersione”. Durante l’assemblea è stata sottolineata, nuovamente, l’esigenza secondo Confagricoltura del territorio di avere a disposizione una nuova diga in Val Nure.
“Il primato della natura rispetto all’uomo è un passo indietro nello sviluppo della collettività” ha affermato Filippo Gasparini prima di rivolgersi direttamente al ministro Salvini: “L’agricoltura piacentina è un unicum che ha delle peculiarità preziose come il consorzio attaccato ingiustamente da organi dello Stato”. “In questo territorio si fa programmazione, aggregazione e si cresce in sinergia con l’agroalimentare. È mai possibile che una macchina così ben organizzata debba vacillare sotto i colpi di questo ambientalismo cieco?” Si è chiesto il presidente di Confagricoltura Piacenza.
“Nel 2023 abbiamo dovuto affrontare le problematiche legata alla siccità che hanno colpito l’intero nord Italia, quest’anno le situazioni critiche sono al sud – ha esordito il vicepremier Matteo Salvini-. Abbiamo quindi compreso la necessità di strutturare un programma a medio lungo termine per la gestione e l’accumulo di acqua”. “Ad oggi su 562 proposte, stiamo prendendo in considerazione 418 – ha proseguito Salvini – e entro la fine di luglio partirà la messa in atto per sei di queste e una riguarda proprio il territorio provinciale di Piacenza”.
Sotto accusa l’Unione europea
Forti le critiche all’Unione europea emerse durante l’assemblea di Confagricoltura. “Sono il primo che vorrebbe che i propri figli vivessero in mondo meno inquinato, ma la soluzione non è questo ambientalismo cieco e lesivo delle nostre imprese, delle nostre risorse e di migliaia di lavoratori” le parole del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
“Investiremo due miliardi in risorse idriche superando i no ideologici di qualche fanatico pseudoambientalista – le sue parole – perché bisogna ricordare che nonostante tutte le direttive, le tasse e la burocrazia che colpisce i nostri imprenditori stanno aumentando le emissioni di Co2 nell’aria”. “Da Bruxelles arriva solo grande ipocrisia – ha concluso il vicepremier -. Devono lasciarci lavorare, utilizzare l’acqua e produrre”.
“Sia gli Stati Uniti che la Ue riconoscono il ruolo centrale che l’agricoltura dovrà sempre più avere nelle future politiche – ha sottolineato il presidente nazionale di Confagricoltura – . Gli Stati Uniti danno la priorità all’efficienza della produzione e alla tutela del reddito degli agricoltori. Invece da noi non è così e alla lunga, la rigidità rischia di mettere fuori gioco noi produttori europei. Questo è anche il monito che Confagricoltura porta in Ue. La Commissione dovrà dirci chiaramente se ritiene l’Agricoltura un asset strategico o meno, noi ne siamo convinti e i dati economici ci danno ragione”.
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