"Facciamo rumore" per la pace in piazza Cavalli con Emergency
Sabato dalle 16.30 nel salotto di Piacenza in 600 comuni italiani sit-in dell'organizzazione umanitaria per ricordare le vittime dimenticate e i conflitti ignorati
Redazione Online
|4 mesi fa

Manifestazione per la pace
Piacenza con Emergency fa rumore contro la guerra: sabato, alle 16.30 in piazza Cavalli (e contemporaneamente a Faenza, Reggio Emila e Ferrara) e domenica a Ravenna e in tutta Italia Emergency organizza “Facciamo Rumore – Sit-in rumoroso”. Da Nord a Sud, l’ong e i cittadini trasformeranno in spazi di pace i luoghi di guerra, come monumenti a caduti, caserme e strade intitolate a battaglie e generali.
Il ritrovo è proprio in questi siti simbolici, dove si farà “rumore” con voci, strumenti e qualsiasi oggetto per infrangere il silenzio e l’indifferenza che circondano le troppe guerre che oggi si combattono in tutto il mondo ma anche per ricordare le vittime dimenticate e i conflitti ignorati.
Il sit-in è una chiamata, non alle armi, ma ad un disarmo e una pace attiva, una pace a cui rimanda anche l’Articolo 11 della nostra Costituzione, in cui si legge che «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. All’iniziativa potranno partecipare tutti unendosi alla piazza più vicina con striscioni e qualsiasi modo per “fare rumore».
Rispettare l’Articolo 11
I sit-in rientrano nella settimana di mobilitazione nazionale della campagna “Ripud1a” di Emergency in occasione della Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Dal 4 al 9 novembre su tutto il territorio nazionale sono previsti eventi che richiamino al rispetto attivo dell’Articolo 11, partendo con l’iniziativa “Affissione Contro la guerra” curata da Cheap × Emergency in cinque città italiane: Roma, Bologna, Napoli, Livorno e Genova.
Aderiscono 600 comuni
Alla campagna hanno aderito finora 600 comuni, 1000 scuole e 300 spazi culturali. Nel suo secondo anno, iniziato il 4 novembre punta a ribadire un netto “no” alla guerra e a coinvolgere i cittadini nel rifiuto della violenza.
Emergency da più di 30 anni opera in zone toccate dai conflitti e porta cure mediche gratuite alle vittime, che nella maggioranza dei casi sono civili. Oggi è attiva in 9 Paesi e finora ha offerto assistenza a 13 milioni di persone.
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