Malattie oncologiche, Piacenza scuola di speranza
La nostra città scelta per organizzare i corsi di "umanizzazione" della cura a cui ogni anno partecipano una ventina di medici uno per regione. L'evento in Fondazione
Gabriele Faravelli
|6 giorni fa

Piacenza si conferma città all'avanguardia nella cura dei tumori, soprattutto per l'umanizzazione della presa in carico dei malati che è indispensabile per dare speranza a chi ne soffre. Il dottor Luigi Cavanna, past president del Cipomo, ha discusso il tema della cura insieme ad Alberto Scanni, già direttore generale dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano, e a monsignor Gianni Ambrosio, vescovo emerito della Diocesi di Piacenza-Bobbio, nell'incontro moderato dal direttore del Gruppo Libertà Gian Luca Rocco e intitolato “La speranza del malato”, tenuto nel salone d'onore della Fondazione di Piacenza e Vigevano. «Un problema nazionale e forse mondiale quella di dare speranza – ha spiegato Cavanna – non solo nel mondo medico, ma in generale, è componente essenziale della vita delle persone. Noi ne parliamo nell'ambito del malato perché tutto è in rapida evoluzione e noi medici e sanitari dovremmo avere sempre un atteggiamento positivo, dare il nostro tempo e quell'ascolto in più per non togliere la componente di bisogno di avere vicino qualcuno. Abbiamo la fortuna che sia stata scelta Piacenza per organizzare questa scuola di umanizzazione in cui ogni anno partecipano una ventina di medici già assunti in ospedali, uno per ogni regione: siamo al terzo anno ed è veramente importante perché c'è l'entusiasmo in questi dottori quando poi tornano nei loro rispettivi reparti e “contaminano” i propri colleghi trasferendo così questi concetti positivi imparati qui da noi».

