Cinque piacentini in gara a Singapore con le "macchinine"

Studenti del Respighi, hanno vinto i nazionali e sono in gara per i mondiali di Stem Racing

Cristian Brusamonti
|4 giorni fa
I componenti dell’Hammer Team - FOTO BRUSAMONTI
I componenti dell’Hammer Team - FOTO BRUSAMONTI
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Tra loro si chiamano “Hammer Team” e il loro scopo è di far viaggiare macchinine ad aria compressa alla più alta velocità possibile. Detto così , può sembrare un gioco: invece è una competizione serissima, che mette sul piatto le capacità ingegneristiche e fisiche, la conoscenza dell’aerodinamica e pure la capacità di gestire soldi e sponsor pubblicitari, come accade alle scuderie di Formula 1. Alexandru Cater, Alessandro Morganti, Almin Salkic, Martina Rocca e Noemi Scarico sono i cinque ragazzi del liceo Respighi di Piacenza che hanno già vinto la competizione “Stem Racing” a livello nazionale e ora, il 26 settembre, voleranno a Singapore per partecipare ai campionati mondiali. Per realizzare il sogno, adesso, hanno però bisogno di finanziatori per sostenere la costosa trasferta nel sud-est asiatico.
Cater e Morganti sono di Gragnano, Salkic vive a Piacenza mentre Rocca e Scarico abitano a Fiorenzuola e San Nicolò a Trebbia: tutti, all’ultimo anno di liceo, hanno risposto tramite la scuola al concorso di Stem Racing, organizzato da Innovation Farm e Dallara. La competizione, per farla breve, è aperta ai ragazzi dai 13 ai 19 anni e consiste nella progettazione e analisi ingegneristica di un modellino di monoposto, simili a quelle usate per la Formula 1 ma lunghe 20 centimetri e dal peso di 50 grammi. Quindi devono realizzarla (dalla scocca in poliuretano fino agli alettoni prodotti dalle stampanti 3d) e una volta pronta, devono occuparsi anche si cercare sponsor per sostenere i (veri) costi di produzione, occupandosi anche del marketing e della promozione. Insomma, una vera e propria scuderia.
Le monoposto progettate dai piacentini
Le monoposto progettate dai piacentini
e gestione della monoposto, c’è anche una gara pratica su pista: le macchinine, dotate di un foro nella parte posteriore, vengono caricate con una cartuccia ad aria compressa che viene fatta esplodere. « In un secondo, percorrono 20 metri, a 85 chilometri orari» spiega il gragnanese Morganti. «La gara richiama sponsor internazionali come Petronas, Dallara o Pirelli si vincono borse di studio universitarie o bandi di ingegneria meccanica. Grazie all’aiuto del Politecnico di Milano, abbiamo vinto la competizione italiana e ora andremo ai mondiali con una nuova evoluzione della nostra macchina, modificata e migliorata».
La trasferta a Singapore costa circa 35mila euro, coperti in gran parte da sponsor. Ma i ragazzi sono ora in cerca degli ultimi contributi che gli permettano di non infrangere il loro sogno. «Gli avversari più temibili, tra i 60 Paesi partecipanti, sono i tedeschi» conclude Morganti. « Nel frattempo abbiamo visitato aziende del settore e trovato idee innovative per la nostra auto. Speriamo di farcela». E intanto il “gioco” delle monoposto apre già le porte - per i cinque ragazzi piacentini - alla possibilità di iniziare a lavorare con le aziende della motoristica. E chissà che qualcuno di loro non finisca davvero, prima o poi, a fare l’ingegnere in un box di Formula 1.