E!State Liberi: "Facciamo nostri i messaggi di chi ha perso la vita contro la mafia"
Redazione Online
|3 anni fa

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Sono le parole di Paolo Borsellino, parole che racchiudono un messaggio importante: la cultura, la formazione e la conoscenza sono armi vincenti a contrasto della criminalità organizzata. Armi positive che l’associazione Libera utilizza sapientemente con i giovani della nostra provincia.
Questa settimana si è tenuta infatti la terza edizione E!State Liberi: campo della legalità organizzato all’interno del capannone confiscato alla mafia e intitolato a Rita Atria, in località Ponte Trebbia nel Comune di Calendasco. Cinque giorni di incontri, approfondimenti e testimonianze che diventeranno un giornale dal titolo Mafia Offline preparato da una redazione di giovani studenti guidati dal direttore Gaetano Rizzuto.
Tra i protagonisti degli incontri a cui hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, giornalisti e politici anche Marisa Fiorani, madre di Marcella: ragazza uccisa all’età di 26 anni per volere della Sacra Corona Unita dopo che aveva denunciato un gruppo di spacciatori legati alla cosca. I ragazzi hanno passato del tempo con Marisa, l’hanno intervistata e compreso sia il dolere che la forza di una madre che ha combattuto contro pregiudizi e ingiustizie.
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