Ma che pappa pronta? La Gen Z di Piacenza non resta nell’ombra
Basta con i soliti luoghi comuni sui ragazzi iper-fragili o viziati Studio, lavoro e sacrifici ogni giorno per costruirsi un futuro
Redazione
|17 ore fa

I giovani hanno obiettivi e conoscono l’impegno: anche, e soprattutto, questa è la GEN Z
“I giovani d’oggi non hanno voglia di fare niente”. E ancora: “I giovani d’oggi sono viziati”. Oppure: “Quando avevo la tua età avevo già casa e figli”. “Questi giovani maleducati e con la PAPPA PRONTA”. “Sono tutti iper-fragili e ansiosi, ai miei tempi non si andava dallo psicologo”.
Si vede che ai tuoi tempi non si andava dallo psicologo. Sempre questi commenti, un manto steso su ragazzi che studiano, lavorano e si impegnano per una propria carriera. Forse proprio per questo i giovani non si sposano a 19 anni? Basta pregiudizi, basta prese in giro inutili e stupide. Non è giusto che coloro che fanno sacrifici per i loro progetti, debbano essere oscurati da qualche mala voce e luogo comune. Avrei un pamphlet da scrivere riguardo a come abbattere, una per una, come un abile arciere, tutte queste dicerie stupide.
Penso però che il modo più efficiente per mettere in risalto la nostra GEN Z, evitando questi pareri (ma soprattutto le denunce) sia darle spazio, concederle un momento per parlare dei progetti, delle idee, dei sentimenti, dei pensieri... di tutto ciò che occupa la nostra mente, spesso ritenuta ingiustamente “vuota”. A Piacenza abitano tantissimi ragazzi, desiderosi di farsi valere ed essere ascoltati, quindi perché non approfondire la conoscenza generale proprio su di noi?
È qui che vi presento il mio progetto: “Le storie di Ludo” un ambiente LUDico e divertente, ma anche riflessivo e introspettivo, dove parlare della nostra generazione, in maniera sincera e spontanea. Mi piacerebbe non solo approfondire quelle tematiche sentimentali e sensibili che tanto orbitano nelle nostre teste e per cui veniamo ritenuti dipendenti dagli “strizza-cervelli”, ma anche come le nostre trovate siano state concretizzate in vere e proprie iniziative coinvolgenti e appassionanti.
Perché è ingiusto che essere sensibili ed empatici sia ritenuta una debolezza ed è altrettanto spropositato definire le nostre aspirazioni come utopie, sogni irrealizzabili di persone che non sanno crescere.
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