Vaccinazioni false, chiesta l'archiviazione per quattro infermieri
Redazione Online
|3 anni fa

La Procura di Piacenza ha chiesto l’archiviazione delle accuse per quattro infermieri dell’Ausl (un uomo e tre donne) coinvolti nell’indagine su finti vaccini e green pass ottenuti illecitamente. Un’inchiesta che lo scorso febbraio portò all’arresto di una loro collega. Erano indagati di falso per aver dichiarato di aver vaccinato i no-vax che, in realtà, avevano pagato per risultare in regola col siero anti-Covid. Infatti, nell’hub vaccinale interveniva la collega che avrebbe iniettato soluzione fisiologica oppure finto di fare un’iniezione, in realtà buttando il vaccino in un batuffolo di cotone.
La tariffa pagata dai no-vax era di 250 euro. L’infermiera arrestata è stata indagata per corruzione e falso, sottoposta alla misura cautelare del carcere e dopo due mesi, nell’aprile scorso, messa ai domiciliari per decisione del Tribunale del Riesame di Bologna.
In tutto sono state indagate 28 persone. A coordinare l’indagine è stata la sostituta procuratrice Daniela Di Girolamo, che evidentemente si è convinta della buona fede dei quattro infermieri accusati di falso. Su un totale di 53 capi d’imputazione, ai quattro dipendenti Ausl venivano contestati 15 episodi. L’ipotesi che fossero stati manipolati e non fossero consapevoli del comportamento illecito della collega era già stata contemplata nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Sonia Caravelli.
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