Nella terra della logistica sono il 46%: «No ai ghetti»
Al comprensivo di Castello e Sarmato test di lingua: «La paura è che stiano male e non riescano a chiedere aiuto»
Mariangela Milani
|1 mese fa

C’è un istituto comprensivo, quello di Castel San Giovanni e Sarmato, dove la percentuale di alunni stranieri arriva al 46 per cento. «Siamo secondi solo al Romagnosi di Piacenza», dice la preside Maria Cristina Dragoni. Qui, pensare di fissare un tetto del 30% in ogni classe, come annunciato di recente dalla premier Giorgia Meloni, risulta davvero complicato.
«Attendo di leggere le specifiche del ministero», dice la preside. «Certo è che avendo risorse e spazi si può fare qualsiasi cosa, basta non creare ghettizzazioni. Sarebbe l’esatto contrario di ciò che cerchiamo di fare ogni giorno nel nostro istituto, ragionando tutti i giorni in un’ottica ovviamente di scuola inclusiva».
La dirigente scolastica aggiunge: «Ogni scuola per sua definizione deve essere inclusiva, soprattutto se è scuola dell’obbligo».
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