Occhio alle truffe dei bitcoin sui social. Anche profili dei sindaci "piratati"
Redazione Online
|3 anni fa

“Ciao ragazzi, normalmente non lo faccio ma sono felice di condividerlo con voi”. Quanti messaggi-trappola di questo tipo avete visto invadere nelle ultime settimane le bacheche delle piazze virtuali come Instagram? La risposta è: tanti.
Sono esche, dalle quale guardarsi bene, evitando di linkare appelli inviati in privato (“Ho bisogno di aiuto”, “Mi voti a questo o quel concorso?”) e soprattutto ricordandosi bene una vecchia legge, cioè che se qualcosa sembra troppo bello per essere vero allora non è vero. Sono infatti profili hackerati, vuol dire praticamente presi d’assalto da pirati in cerca di soldi. Nessuno è immune, neppure sindaci e amministratori.
L’ultimo caduto nella trappola è infatti il sindaco di Calendasco Filippo Zangrandi. Non è infatti lui, ma l’hacker, a scrivere in queste ore: “Investire su Internet non è stato il mio genere, ma quando il mio amico mi ha indirizzato a un uomo che si occupa di bitcoin ho deciso di provarlo. Ho iniziato con mille euro e indovina un po’! Ho realizzato un profitto di 10mila euro a 12 ore dall’investimento”. Balle, ovviamente.
Stessa sorte è capitata in queste ore all’ex assessore comunale di Piacenza Stefano Cavalli, alla consigliera di minoranza a Gossolengo Elisabetta Rapetti, all’ex consigliere di Piacenza Andrea Gabbiani, solo per citarne alcuni, oltre poi a tantissimi altri cittadini. Basta cliccare sul profilo indicato per essere contagiati.
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