«Riapriamo il castello, facciamone un luogo di residenza e cultura»
L’appello di Gianni Parisi, che per il 4 novembre ha riacceso i riflettori sul maniero di Gossolengo, di proprietà del demanio militare
Cristian Brusamonti
|4 mesi fa

Il modo migliore di festeggiare il 4 novembre? «Riaprire il nostro castello per metterlo a disposizione degli anziani, delle persone fragili e della cultura». Ne è convinto Gianni Parisi, cittadino di Gossolengo che nei giorni scorsi ha cercato di riaccendere i riflettori sul grande bene storico del paese, oggi di proprietà del demanio militare: con volantini e un pannello esposto nei pressi dell’ex fossato del maniero, ha chiesto pubblicamente all’amministrazione (e non solo) di impegnarsi perché il castello torni presto a disposizione della comunità. Se la giunta Balestrieri ha già in cuor suo l’idea di “sbloccare” il bene per un utilizzo collettivo, al momento l’iter resta bloccato.
E allora Parisi, che per carattere non è uno che le manda a dire, ha preso una tavola di legno e con la vernice bianca ha scritto e affisso nei pressi del castello il suo personalissimo appello alle autorità militari, civili e politiche. “In questo castello medioevale, risanato 50 anni fa, ci sono 14 appartamenti, l’ultimo dei quali abitato fino a poche settimane fa” scrive. “Gossolengo necessita di residenze per anziani, persone fragili, coppie giovani, associazioni e cultura. Per le necessarie riconversioni, si usino fondi europei, nazionali, regionali e locali. Onoriamo così le vittime dei conflitti e facciamo del 4 novembre una vera festa della vittoria e ripudio della guerra!”. Firmato: Gianni.
I volantini e una lettera Il pannello non è di certo passato inosservato ma, nel dubbio, Parisi ha anche provveduto a stampare e a distribuire in paese dei volantini in occasione della ricorrenza. Non solo: ha spedito una lettera più dettagliata agli amministratori, ai capigruppo consigliari, al segretario e ai responsabili degli uffici comunali. «Si deve evitare l’abbandono di questo castello, che è patrimonio di tutti» chiarisce Parisi. «La sua riconversione da bene militare a civile è la strada migliore. Oltre a avviare in maniera unitaria le necessarie procedure, chiediamo che almeno si possa utilizzare in maniera parziale o occasionale il cortile interno. Già in passato veniva utilizzato per eventi culturali: basterebbe solo chiedere il permesso al demanio.
Per il prossimo Natale, ad esempio, si potrebbe realizzare lì un presepe vivente: ho già avuto la disponibilità di diverse persone e sarebbe un bel modo per lanciare con entusiasmo l’operazione di riconversione. Si parla tanto di educare alla pace: recuperare un palazzo che storicamente ha svolto una funzione militare sarebbe un segnale virtuoso per i giovani».

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