Montella si scusa: "Ho tradito Piacenza e i carabinieri". Orlando nega tutto
Redazione Online
|4 anni fa

Nuova udienza per il caso Levante, oggi lunedì 29 marzo, a Piacenza Expo dove è stata allestita un’aula di tribunale per garantire il rispetto delle normative anti Covid. Nel luglio scorso la caserma di via Caccialupo a Piacenza, era stata sequestrata, primo caso in Italia e sei militari erano stati arrestati. Tra le accuse contestate spaccio di droga, torture e falsi arresti. Questa mattina erano previste dichiarazioni spontanee del principale imputato, l’appuntato Giuseppe Montella, considerato il leader dei carabinieri infedeli. Montella in carcere a Verbania, era collegato in videoconferenza ma il suo avvocato difensore Giuseppe Dametti ha sollevato un’eccezione preliminare per richiedere la presenza in aula del suo assistito. I giudici hanno respinto l’eccezione, pertanto Montella ha rilasciato le sue dichiarazioni in videoconferenza. L’appuntato ha parlato di “responsabilità condivise con gli altri colleghi” e ha respinto le accuse di tortura. Ha ammesso episodi di spaccio, ma solo per ripagare informatori: “Ne ho dati pochi grammi, ma me ne hanno fatto sequestrare oltre un chilo” avrebbe spiegato aggiungendo che non ci guadagnava niente. Ha aggiunto che l’incremento di arresti tra il 2016 e il 2019 sarebbe stato fatto su indicazioni del maggiore Stefano Bezzeccheri.
Montella si è scusato con magistrati, giudici e procura, oltre che con la città di Piacenza e con l’Arma dei carabinieri che, dice, gli ha insegnato valori che lui ha tradito.
Il processo con rito abbreviato è proseguito con le dichiarazioni dell’ex comandante della caserma, il maresciallo Marco Orlando, il quale ha negato punto per punto ogni accusa, dicendo che non aveva preso parte a nessuno degli arresti finiti sotto la lente da parte della guardia di finanza e della polizia municipale, e che si era limitato a fornire le documentazioni delle misure cautelari ai pubblici ministeri.
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