I rischi della comunicazione aggressiva: il convegno al Collegio Alberoni
Redazione Online
|1 anno fa

“Il giornalista deve interpretare bene le innovazioni tecnologiche”. Queste le parole di Ruben Razzante, giornalista e professore di diritto della comunicazione per le imprese e i media, e di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, durante il convegno “La deontologia dei giornalisti e il linguaggio aggressivo nella comunicazione nell’era dell’intelligenza artificiale: dalla carta stampata alla tv ai social” che si è tenuto nella sala degli Arazzi del Collegio Alberoni e promosso dalla diocesi di Piacenza-Bobbio con l’Ordine dei giornalisti dell’Emilia Romagna.
L’evento si è incentrato, in primis, sui rischi del linguaggio aggressivo nella comunicazione, ma anche sull’utilizzo delle tecnologie nuove che in parte conosciamo già, come i social network, e di quelle più recenti come l’intelligenza artificiale.
L’evento si è incentrato, in primis, sui rischi del linguaggio aggressivo nella comunicazione, ma anche sull’utilizzo delle tecnologie nuove che in parte conosciamo già, come i social network, e di quelle più recenti come l’intelligenza artificiale.
“I giornalisti devono evitare la polarizzazione fra apocalittici e integrati che si sta riproducendo anche sull’intelligenza artificiale. – afferma ancora Razzante – Questo nuovo strumento è una dimensione nella quale tutti siamo destinati a immergerci. L’importante è imparare a governarla, mettendola al servizio del benessere individuale e collettivo”.
“Anche dentro la comunità cristiana il tema della comunicazione deve essere sotto osservazione, perché anche noi siamo inseriti in questo clima. Siamo in un contesto dove, purtroppo, l’aggressività e la violenza sono molto presenti” queste le parole del Vescovo della diocesi Piacenza-Bobbio Adriano Cevolotto.
IL SERVIZIO DI DANILO DI TRANI
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