Il dolore e la fatica nell'avere un figlio. A Piacenza addio servizi, tanti all'estero
Redazione Online
|2 anni fa

C’è la storia di A. Stava facendo benzina alla Besurica, la radio era accesa, passava “Piccola anima”. Si è messa a piangere e ha indossato gli occhiali scuri, «Se ti chiedono cos’hai, cosa gli rispondi? Che non sei madre e non sai perché?».
C’è la storia di F. che invece stava cucinando nella sua casa alla Farnesiana, quando al tg è passato l’ennesimo servizio, quello sì sterile per davvero. “Le donne non fanno più figli”, le donne, mai gli uomini. Ha preso la pasta e l’ha buttata. Non le andava più.
Sono purtroppo sempre di più a Piacenza (si stima il 25 per cento) le storie che non sono storie ma parte di una realtà di cui si parla troppo poco: volere figli e non riuscire ad averne nemmeno uno.
Anche il Centro di primo livello attivo a Fiorenzuola anni fa – ci eravamo stati nel 2016, per documentarne l’attività – oggi non esiste più; è sparito nel silenzio. Eppure allora il dato era già allarmante: in 24 giorni si erano presentate 194 coppie.
Oggi di sicuro sarebbero di più, ma dove finisce chi ha bisogno? Stando alla nostra indagine – decine di interviste fatte nell’ultima settimana – la stragrande maggioranza delle coppie del nostro territorio finisce all’estero (Svizzera e Spagna soprattutto), dove i vincoli della legge 40 del 2004, ormai alla soglia del ventesimo anno, non sono così stretti.
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