Carmen riabbraccia il "piccolo" Bovo: «È un ragazzo speciale»

Lei, tifosa da una vita. Lui, figlio di Vigor e simbolo del volley che rinasce. Una storia semplice che passa per un abbraccio e un sorriso

Marcello Tassi
Marcello Tassi
|2 giorni fa
Carmen e Bovo ©Foto di Claudio Cavalli
Carmen e Bovo ©Foto di Claudio Cavalli
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Una foto vale più di mille parole. Da una parte Carmen Braghi, 67 anni, tifosa appassionata dei Lupi Biancorossi, la frangia più calda del tifo piacentino. Dall’altra, Alessandro Bovolenta, opposto della Gas Sales Bluenergy Volley Piacenza, erede di un nome importante e di un’eredità fatta di talento e umanità.
Carmen ricorda bene quando Alessandro era un bambino, ospite alle cene con i Lupi e i giocatori del Copra a Gossolengo, accompagnato dal padre Vigor, un gigante della pallavolo italiana scomparso tragicamente nel 2012. Oggi Alessandro è cresciuto, ma quel sorriso dolce è sempre lo stesso.
La moglie di Vigor, Federica, ha raccontato tutto in un film: “I Bovolenta, una straordinaria famiglia normale”, un inno alla vita che continua nonostante tutto. Carmen, che ha letto il libro da cui tutto è nato, confessa: «Ho pianto tantissimo. Alessandro ha i valori più belli: educazione, affetto, disponibilità». Carmen, grazie al marito Renzo Ciardelli, fondatore dei Lupi Biancorossi, si è innamorata della pallavolo. Oggi, non vede l’ora di tornare al Palabanca a tifare quei giovani che rappresentano il futuro della squadra. Lunedì scorso, in occasione del raduno della squadra per il primo allenamento della nuova annata sportiva, Carmen ha rivisto Alessandro in campo: «È come assistere a un cerchio che si chiude. Quel bambino di allora oggi è un atleta che porta avanti il nome di suo padre con orgoglio. È uno di quei ragazzi rari che si fanno voler bene, dentro e fuori dal campo.»
Piacenza lo accoglie come un figlio, non solo per il cognome. Alessandro non è solo il figlio di Vigor, è “Bovo” per la città, un ragazzo d’oro. Carmen sorride con gli occhi lucidi: «Per lui sono una tifosa qualunque, ma lui per me è speciale. E ragazzi così oggi sono un tesoro raro».