L'impresa di Flavio Saltarelli e Fabrizio Cappa, scialpinisti alla "Patrouille des Glaciers"
Redazione Online
|3 anni fa

Hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, o meglio, oltre i ghiacciai: quelli delle Alpi Pennine, teatro innevato della leggendaria “Patrouille des Glaciers”, facendo ritorno a Piacenza con la consapevolezza di aver compiuto una vera impresa.
Flavio Saltarelli e Fabrizio Cappa, entrambi 59enni piacentini, avvocato cassazionista il primo e professore universitario alla Cattolica di Piacenza, insieme all’amico altoatesino Alex Keim, sono riusciti a completare la “Parigi-Dakar dello scialpinismo”, la sfida più dura e spettacolare al mondo, nata nella Seconda guerra mondiale su iniziativa dell’esercito svizzero per testare l’abilità dei suoi soldati e divenuta in seguito una gara internazionale di sci escursionismo.
Tenutasi a cavallo tra aprile e maggio, la Patrouille des Glaciers (pattuglia dei ghiacciai) si è svolta su due tracciati. Il primo, riservato ai professionisti, con partenza a Zermatt e arrivo a Verbier, per un totale di 57,5 chilometri e 4.836 metri di dislivello positivo. Il secondo, dedicato agli amatori, con partenza da Arolla e arrivo sempre a Verbier, lungo 29,6 chilometri e con 2.200 metri di dislivello positivo. Al via, in totale, 1.720 squadre.
Quella piacentina, “Skimo Adventure”, si è classificata – al termine della gara riservata agli amatori e alla quale hanno preso parte oltre 400 team provenienti da tutto il mondo – in 179° posizione: davvero niente male.
Quella piacentina, “Skimo Adventure”, si è classificata – al termine della gara riservata agli amatori e alla quale hanno preso parte oltre 400 team provenienti da tutto il mondo – in 179° posizione: davvero niente male.
“Ho realizzato il sogno sportivo di una vita” commenta Saltarelli, inguaribile appassionato di montagna e scialpinismo. “Portare a termine questa gara, considerata l’Ironman delle Alpi, è un obiettivo che avevo da tempo. Avrei dovuto gareggiare già due anni fa, ma il Covid ha fatto saltare tutto. Concluderla a 59 anni, tra l’altro con un crono inaspettato e di tutto rispetto (7 ore e 31 minuti, ndc) è davvero una grande soddisfazione”.
Anche quest’anno però un imprevisto rischiava di mandare a monte la spedizione: a causa di un grave problema familiare, infatti, Gianmaria Strinati, già membro di Skimo Adventure, ha dovuto rinunciare all’ultimo. Fortunatamente, è stato sostituito in extremis dal professore-scialpinista Fabrizio Cappa, la cui esperienza si è rivelata fondamentale.
“Prima di accettare ci ho riflettuto su una notte – sorride Cappa – anche perché conoscevo bene le difficoltà del percorso. L’attrazione era comunque troppo forte e alla fine ha preso il sopravvento. Non avevo mai preso parte ad una gara: esordire con la Patrouille des Glaciers è stato a dir poco affascinante. Siamo partiti alle 3.30 del mattino illuminati dalla luce delle torce frontali, davanti a noi un lunghissimo serpentone costituito dagli altri atleti in gara. Non dimenticherò mai il panorama intorno a me all’alba, le Alpi che si svegliano, l’emozione dell’arrivo sospinti dal tifo dei tanti spettatori. Davvero sensazioni uniche”.
“Prima di accettare ci ho riflettuto su una notte – sorride Cappa – anche perché conoscevo bene le difficoltà del percorso. L’attrazione era comunque troppo forte e alla fine ha preso il sopravvento. Non avevo mai preso parte ad una gara: esordire con la Patrouille des Glaciers è stato a dir poco affascinante. Siamo partiti alle 3.30 del mattino illuminati dalla luce delle torce frontali, davanti a noi un lunghissimo serpentone costituito dagli altri atleti in gara. Non dimenticherò mai il panorama intorno a me all’alba, le Alpi che si svegliano, l’emozione dell’arrivo sospinti dal tifo dei tanti spettatori. Davvero sensazioni uniche”.
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