Università Cattolica, 335 neolaureati tra sogni, applausi e "tocchi" in aria
Cerimonia nella basilica di San Francesco con docenti e familiari. La prorettrice Fellegara: «Siamo una comunità che può trasformare il mondo e renderlo un posto migliore».
Filippo L.
|9 mesi fa

«Spero un giorno di diventare capo dipartimento della protezione civile. Questo è il mio sogno». «Io? L’obiettivo è di diventare avvocata, nel frattempo ho iniziato a lavorare in uno studio legale». Volano alto, anche più in alto di quanto da lì a poco fanno i loro tocchi, le ambizioni dei 335 neolaureati dell’Università Cattolica - 223 delle lauree magistrali e 112 delle triennali - che sabato 17 maggio hanno festeggiato nella basilica di San Francesco, dove ha celebrato la messa il vescovo emerito Gianni Ambrosio.
La Festa di laurea dell’Università Cattolica è comincia in piazzetta Plebiscito, dove gli studenti hanno ritirato toga e tocco, concedendosi poi all’obiettivo di familiari e amici. L’emozione ha la sua epifania sui volti, sui gesti rapidi dei giovani che indossano la toga blu, quelli della laurea triennale, e la toga nera, per la magistrale. Ha aperto la prorettrice Anna Maria Fellegara: «Siamo una comunità - ha detto ai neolaureati - che può trasformare il mondo e renderlo un posto migliore».
Oltre trecento nomi scanditi sono il preludio al ritiro della pergamena, prima di uscire dalla basilica e ritrovarsi tutti, docenti, neolaureati e familiari, sotto il cielo azzurro. Vola allora il tocco sulla scalinata di San Francesco, davanti ad amici e parenti, davanti a ignari e incuriositi passanti che affollano il mercato del sabato, davanti allo scorcio di Palazzo Gotico.
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