Un piacentino nove secoli fa gridò: «Fel cogoza», oggi quell’insulto racconta la nascita dell’italiano
Traducibile come “miserabile cornuto”, l'espressione in volgare volò durante una zuffa in una macelleria e venne riportata da un notaio in un atto giudiziario che ne seguì. La pergamena, conservata nell’Archivio capitolare di Sant’Antonino, è stata ora scoperta e studiata da Nello Bertoletti, docente di Storia della lingua italiana all'Università di Torino

Giacomo Nicelli
|11 ore fa

La bottega di un macellaio raffigurata nel “Tacuinum Sanitatis” (1390)
Rimasto inosservato per quasi nove secoli, uno dei più antichi insulti nella lingua italiana delle origini è riemerso da una pergamena dell’Archivio capitolare della basilica di Sant’Antonino di Piacenza. A scoprirlo è stato Nello Bertoletti, docente di Storia della lingua italiana all’Università di Torino, che ha studiato un atto giudiziario della metà del XII secolo.
L’espressione è fel cogoza, interpretabile come “miserabile cornuto”. Venne pronunciata durante una lite scoppiata presso il banco di un beccaio tra un uomo chiamato Pietro Abate e il figlio di un uomo chiamato Dolce. La tensione degenerò fino alla zuffa, con Pietro che inseguì l’avversario impugnando un bastone.
L’eccezionalità sta nel fatto che il notaio, mentre redasse il resto del verbale in latino, conservò l’insulto nella forma volgare in cui era stato pronunciato. Secondo Bertoletti - che ha pubblicato uno studio per presentare questa scoperta - fel cogoza rappresenta autentico volgare piacentino della metà del XII secolo e offre una preziosa testimonianza della lingua parlata dell’epoca.



