Al Verdi di Fiorenzuola l'omaggio a Fellini del Balletto di Siena
Redazione Online
|1 anno fa

Su un lenzuolo bianco si proietta l’ultima scena de “La Strada” di Fellini. Poi, a ritroso, si accendono i corpi dei ballerini che animano splendide coreografie ispirate alle musiche firmate da Nino Rota e Nicola Piovani, le più belle dei film del maestro riminese. Così il balletto di Siena guidato da Marco Batti sabato sera, 25 gennaio, ha illuminato la platea del teatro Verdi di Fiorenzuola per la stagione comunale diretta da Mino Manni.
“Fellini. La dolce vita di Federico” si è rivelato un omaggio poetico e nostalgico, con le scene e i momenti più significativi del mondo sognante struggente e ineffabile di Federico Fellini. Da “Otto e mezzo” a “La dolce vita”, da “I vitelloni” a “La strada”, i danzatori della compagnia hanno celebrato con delicata eleganza l’arte di uno dei più grandi del ‘900.
A far da filo conduttore al racconto in scena, sono stati i personaggi principali de “La Strada”, nei quali Giulietta Masina, moglie e musa del regista riminese affermò di rivedere la vita di suo marito: Gelsomina rappresentava la sua giovinezza, il Matto l’imperterrita volontà di intrattenere e divertire, infine Zampanò incarnava il Fellini adulto. Tre proiezioni del suo essere, caricaturali quanto i personaggi che ha consegnato al nostro immaginario

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