Si chiude l'estate tra balli e swing, preghiere votive e polenta al sugo
Carrellata di emozioni sulle due settimane di agosto in cui i paesi sono “un altro mondo”: di sicuro più vivo

Elisa Malacalza
|4 giorni fa

L’estate turistica che potrebbe far fare “cassetta” ai paesi verso il lungo - lunghissimo, desolante - inverno si è accorciata. «Ancora. Ormai i grandi numeri si fanno solo nelle due settimane centrali di agosto, prima non era così...», concordano quasi all’unisono i gestori dei piccoli bar dei borghi di montagna, qui dove la montagna non è le Dolomiti e fa la differenza anche il caffè o il pensionato fedelissimo che torna da 40 anni da Milano chiamato “villeggiante” (andrebbero premiati, come fanno in Riviera).
Però quelle due settimane di agosto sono letteralmente un altro mondo, un villaggio esteso e bonariamente dionisiaco, fatto di albe sull’Aserei, di tramonti alla Sella dei generali, di gente che si trova in piazza e inventa cosa fare in serata, insieme: un altro mondo, concentrato come la salsa di pomodoro, ma letteralmente esplosivo, e che dimentica il Piano strategico del governo che se ne è uscito con la volontà di “accompagnare all’irreversibile spopolamento”. Appiccica addosso tristezza solo a leggerlo, perché chi resta resiste, non fa cambio, non baratta: e attira come api al miele chi ha bisogno di quelle due settimane di ossigeno lì.