Il Filo di chiacchiere che esaudisce i desideri a Caorso
L'Emporio Solidale ha bisogno di aiuto? Un gruppo di amiche con la generosità nel Dna risponde subito all'appello
Valentina Paderni
|8 mesi fa

Il gruppo "Un filo di chiacchiere" - © Libertà/Valentina Paderni
Il gruppo al femminile "Un filo di chiacchiere" è un deposito di generosità. Una "cassaforte" senza chiave, pronta ad andare in soccorso a chi ne ha bisogno. Così, da inizio anno ad oggi, il gruppo caorsano ha già devoluto 3500 euro, per sostenere diverse attività e realtà. Ha permesso agli studenti di Caorso-Monticelli di partecipare alla finale nazionale di calcio a 5 misto per il percorso "Valori in rete", ha dato modo ai bimbi del nido di sperimentare la pet therapy, consegna coperte e altro materiale a canili e aiuta le colonie feline in difficoltà, della provincia.
Pochi giorni fa, il gruppo ha risposto all'appello dell'Emporio solidale andando a consegnare personalmente tutto il materiale scolastico di cui avevano bisogno: con una spesa di circa 300 euro hanno riempito gli scaffali di quaderni, pastelli, pennarelli, biro, matite, colle, zaini, astucci.
"Un filo di chiacchiere" nasce nel 2014, lo scorso anno è stato festeggiato il decennale di quello che è nato come gruppo spontaneo tra donne che hanno la passione per realizzare oggettistica a mano, chi all'uncinetto, chi con materiali di recupero. Il gruppo si ritrova ogni mercoledì pomeriggio nel locale sfitto di Giulia Belli in Livera, in via Roma, in centro paese a Caorso. Spiega Lella Lugli: «Per chi ha bisogno, noi ci siamo. E' questo il nostro unico intento. In "negozio" abbiamo tutto ciò che proviene da cantine e appartamenti svuotati (tranne biancheria intima e vestiti a giacca da uomo). Ogni settimana c'è chi ci consegna del materiale, oppure andiamo noi a recuperare ciò che altrimenti verrebbe portato in discarica. Quello che effettivamente è da buttare, lo andiamo a conferire noi. E' un'attività pesante ma è anche molto divertente. Troviamo cose davvero strane, talvolta. Abbiamo centinaia di bicchieri, ad esempio. Chi lì entra e trova qualcosa che può piacergli, fa un'offerta. Quello che raccogliamo lo destiniamo a fare beneficenza. Creiamo un'economia circolare»
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