L'appello del vescovo: “Grave patologia partecipativa, la politica suturi questa ferita”
Redazione Online
|3 anni fa

L’ha definita una “grave patologia partecipativa” e ha esortato la politica a “suturare questa ferita di fiducia” che nasconde “una crisi di appartenenza”. Stamattina monsignor Adriano Cevolotto, vescovo della diocesi di Piacenza e Bobbio, si è soffermato a lungo sull’esito delle ultime elezioni amministrative in città, durante la messa patronale nella basilica di Sant’Antonino.
Il vescovo ha espresso l’auspicio che il nuovo consiglio comunale possa essere “uno spazio vero di confronto, anche da posizioni diverse, sulle scelte da fare. Ciò significa operare non per una logica contro gli altri, di opposizione, di ostruzionismo, ma di confronto autentico, di ricerca di ciò che costruisce un bene possibile per tutti”.
“Solo così – ha aggiunto monsignor Cevolotto – si crea un clima di fiducia in cui la politica farà sentire la sua vicinanza ai cittadini e in cui competenza, stima reciproca e responsabilità siano messe a servizio dei cittadini per dare tempi certi nella realizzazione dei diversi progetti e nel buon funzionamento dei servizi”.
Il vescovo, poi, ha fatto un appello perché si ponga un argine alla diffusione del “virus anti-istituzionale, in base al quale il proprio bene viene inteso come il bene. Per superare questa logica – ha puntualizzato Cevolotto – occorre non cadere nelle generalizzazioni che alimentano lo scontento. È necessario, invece, riaffermare il valore delle istituzioni sia in noi che nelle nuove generazioni. Un clima di sfiducia è tossico per tutti, anche per noi Chiesa”.
Il vescovo, infine, ha augurato “buon lavoro” al nuovo sindaco di Piacenza Katia Tarasconi assicurandole la preghiera per il suo incarico “affascinante e impegnativo”.
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